Delusione per l’azzurro

Flavio Cobolli si è presentato in conferenza stampa molto deluso dopo la sconfitta nei quarti di finale di Wimbledon contro Fery, pur riconoscendo il valore del traguardo raggiunto. Il tennista azzurro ha ammesso che quella rappresentava “una buona occasione”, considerando il ranking inferiore dell’avversario e il grande dispendio di energie accumulato nei turni precedenti.

Cobolli ha spiegato di non essere mai riuscito a esprimere il proprio tennis, confessando di aver avvertito una pressione insolita fin dai primi punti. Ha raccontato di aver avuto la sensazione che il suo gioco fosse ideale per l’avversario e ha riconosciuto che, forse, non è stato “abbastanza umile fin dal primo punto”, pur precisando di non aver mai sottovalutato Fery.

Parlando dell’avversario, ha sottolineato che il suo livello non lo sorprende, ricordando come già agli Australian Open avesse intuito il suo potenziale. Secondo Cobolli, Fery merita l’attuale classifica e nella giornata di Wimbledon ha espresso un tennis di altissimo livello.

Il numero nove del ranking mondiale ha escluso che il rumore del pubblico o episodi come il tappo di champagne durante uno scambio abbiano inciso sulla prestazione, definendoli situazioni normali per chi è abituato a giocare sui grandi campi.

Guardando al futuro, Cobolli ha spiegato di voler tornare subito a casa, trascorrere del tempo con la fidanzata e poi “resettare” mentalmente già dal giorno successivo. Ha ribadito di essere amareggiato perché riteneva di poter ottenere un risultato ancora più prestigioso, ma anche orgoglioso del percorso compiuto fino ai quarti di finale di uno Slam.

Infine, ha escluso problemi fisici, attribuendo la prestazione soprattutto a fattori mentali e a un po’ di stanchezza accumulata durante il torneo. Ha riconosciuto di non aver espresso “neanche il 50%” del proprio tennis, ma ha anche dato pieno merito a Fery, definendolo “un giocatore più forte” in quella giornata.