Stefano De Martino inizia a disegnare il suo Sanremo. Lo fa dando spoiler sulla sua idea organizzativa ai Palinsesti Rai, presentati il 3 luglio ad Ancona. Ai microfoni dei giornalisti il conduttore che sarà direttore artistico di Sanremo per due anni, ammette: “Sanremo è l’unico appuntamento musicale internazionale che abbia una grande portata. L’Italia si ferma e trovo tutto questo romanticissimo”.
Confermato anche alla guida di Affari Tuoi, Stefano è di gran lunga proiettato all’Ariston. Ha ricevuto 500 brani che ascolta in tre modalità differenti: in cuffia, alla guida e mentre corre. Poi sognerebbe Vasco sul palco! Perché per lui il 2027 non sarà solo conduzione e direzione artistica. Sarà il momento in cui si gioca tutto.
“Questo può essere l’anno della consacrazione o della rovina per me”, asserisce ridendo, ma con il peso giusto. De Martino ha già messo sul tavolo le prime idee.
Le novità che ha anticipato:
1. Meno brani in gara. Basta maratone. L’idea è “dare più respiro al racconto”. Tagliare per far spazio alle emozioni, alle storie, ai tempi morti che in tv spesso mancano. Un Festival che respira di più.
2. Una serata dedicata all’Eurovision con grandi esibizioni. Sanremo si apre all’Europa. Una serata speciale per legare l’Ariston al contest e portare sul palco sonorità e artisti internazionali.
De Martino rivendica anche autonomia totale. “Tutti mi dicono: scegli con la tua testa. Ed è giusto così, perché i sì e i no saranno miei”. Zero pressioni, zero liste imposte.
Promette poi di guardare alla musica di oggi: “In giro c’è tantissima buona musica, la scena italiana è in fermento”. Vuole portarla a Sanremo, senza filtri.
Romantico, più corto, più narrato, più europeo. È questa la direzione. Tra due anni sapremo se il “romantico” di De Martino avrà funzionato. Intanto la sfida è lanciata: consacrazione o rovina.




