Una giornata di confronto di alto profilo per riflettere sul futuro della conservazione e della valorizzazione del patrimonio storico e monumentale italiano. Nella prestigiosa cornice di Palazzo Ruffo della Scaletta si è concluso il convegno dedicato al restauro strutturale degli edifici monumentali, promosso da OICE e ACEN in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli.
L’iniziativa ha richiamato progettisti, professionisti, rappresentanti delle istituzioni, imprese e operatori del settore, confermando quanto il tema della tutela del patrimonio culturale sia oggi strategico non solo sotto il profilo della conservazione, ma anche per lo sviluppo sostenibile e la rigenerazione dei centri urbani.
Ad aprire i lavori è stato l’ingegner Enzo Discetti, Coordinatore regionale OICE Campania, seguito dai saluti istituzionali di Carlo Puca, Assessore all’Identità del Comune di Napoli, Giovanni Kisslinger, Consigliere e Tesoriere OICE, Antonio Savarese, Presidente ACEN, Angelo Lancellotti, Presidente ANCE Campania, e Matteo Salzano De Luna, Presidente OICE Young Professional.
Uno dei momenti più significativi della giornata è stato dedicato al ruolo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, con gli interventi della Soprintendente Rosalia D’Apice e di Giovanna Russo Krauss, che hanno evidenziato l’importanza della collaborazione tra organismi di tutela, amministrazioni e professionisti per affrontare le sfide poste dalla conservazione e della manutenzione di un patrimonio sempre più complesso e prezioso. Al focus è intervenuta anche la dirigente del MIC, Laura Moro.
Particolarmente partecipata anche la tavola rotonda che ha visto confrontarsi Andrea Prota, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, Antonio Coppola, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Napoli, Vincenzo Calvanese del Parco Archeologico di Pompei, Agostino Di Lorenzo del Comune di Pozzuoli e Matteo Proia, CEO di B1P Group.
Attraverso interventi tecnici e casi studio, il convegno ha messo in luce le più avanzate metodologie di restauro e consolidamento, approfondendo temi quali l’innovazione tecnologica, la sicurezza strutturale e gli strumenti operativi per la tutela e la valorizzazione di edifici monumentali e contesti storico-archeologici di particolare pregio.
«Il restauro strutturale unisce ingegneria, architettura e storia al servizio della tutela dell’identità culturale», ha sottolineato Enzo Discetti, evidenziando come ogni intervento sul patrimonio storico rappresenti una responsabilità verso la memoria collettiva e le future generazioni. «Solo attraverso una collaborazione stabile tra amministrazioni, enti di tutela e progettisti è possibile affrontare con efficacia le sfide della conservazione».
Per Antonio Savarese, Presidente ACEN, la rigenerazione urbana rappresenta una delle priorità strategiche per le città contemporanee: «Restaurare il patrimonio storico e riqualificare il costruito che ha esaurito la propria funzione sono obiettivi complementari, indispensabili per costruire città più sostenibili e resilienti».
Sulla stessa linea Lorenzo Sava, Vicepresidente ACEN, che ha ribadito come il “restauro debba essere considerato non soltanto un’azione di tutela della memoria, ma anche un investimento per il futuro. Conservare il patrimonio storico e innovare le tecnologie significa creare sicurezza, occupazione qualificata e sviluppo sostenibile”.
Un segnale concreto in questa direzione arriva anche “dall’aggiornamento della Tariffa del Restauro, ferma dal 2006”, come ha ricordato il Presidente di ANCE Campania Angelo Lancellotti: un lavoro che ha portato “all’introduzione di uno specifico capitolo nel Prezzario Regionale dei Lavori Pubblici, corredato da analisi dei prezzi” dedicate agli interventi di restauro.
L’evento ha confermato come il restauro strutturale sia oggi un terreno di incontro tra competenze tecniche, innovazione e tutela culturale, offrendo un contributo concreto al dibattito nazionale sui modelli più efficaci per conservare e valorizzare il patrimonio storico. Una sfida che richiede approcci interdisciplinari, capacità progettuale e una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, professionisti e imprese.
Il programma scientifico del convegno è stato coordinato da Enzo Discetti insieme a Rosalia D’Apice, Giovanna Russo Krauss, Lorenzo Sava, Giovanni Kisslinger e Giancarlo Battista, protagonisti di un percorso di approfondimento che ha posto Napoli al centro della riflessione sul futuro del restauro e della conservazione del patrimonio culturale italiano.




