I Minions sono di nuovo in azione e hanno colorato Los Angeles con la loro energia travolgente. Per il lancio hollywoodiano di Minions & Monsters, un tappeto giallo ha sostituito il classico rosso davanti al Dolby Theatre, per la prima mondiale dell’ultimo film firmato Illumination e Universal.
Il cuore del nuovo film è infatti, un omaggio alla nascita di Hollywood. Senza troppe battute parlate – i Minions comunicano con gesti, versi e il loro “minionese” – la comicità nasce tutta da espressioni fisiche e situazioni slapstick, proprio come nei film muti che stavano sparendo in quel periodo.
All’ingresso del tempio degli Oscar spiccava un’enorme statua gialla, mentre una gradinata piena di fan vestiti di giallo e denim ha accolto il cast come ai tempi d’oro di Hollywood, quando le première sul boulevard non erano ancora blindate da barriere e metal detector, ma aperte a cinefili e curiosi.
Gli applausi più forti sono arrivati per i pupazzi traballanti che si muovevano tra la folla per foto e selfie, e soprattutto per Jeff Bridges. L’eterno “Drugo” di Il Grande Lebowski, a 76 anni e con più di mezzo secolo di carriera alle spalle, si mette per la prima volta al microfono di un animato: presta la voce a un cinico boss di uno studio cinematografico.
Il regista e co-sceneggiatore Pierre Coffin, che è anche la voce storica dei Minions, ha trascinato al debutto nel doppiaggio persino Jesse Eisenberg. L’attore de The Social Network e regista di A Real Pain ha confessato all’ANSA: “Adoro i Minions. Sono come i protagonisti del muto: comunicano con gesti ed espressioni. Attori puri. Per questo la sceneggiatura mi ha convinto subito: questa storia li porta nella Hollywood del passaggio dal muto al sonoro, con i loro antenati al posto di Stuart, Bob e Kevin. Funziona per chi li ama, ma ha anche un tocco intelligente per chi conosce un po’ di storia del cinema”.
Dal palco del Dolby, il produttore Christopher Meledandri e lo stesso Coffin hanno aperto la serata con una gara canora in “minionese” tra quattro ragazze scelte online. “È l’ultima lingua inventata dall’uomo”, ha scherzato Meledandri. La vincitrice ha ricevuto il premio speciale: una banana gigante dorata, l’“Oscar” dei Minions.
Appena sono partite le note della sigla Universal, la sala è esplosa: i più piccoli urlavano “Banana!” e gli adulti ridevano già dai titoli di testa, che come sempre riservano una sorpresa per i fan della saga. L’entusiasmo non si è spento fino all’ultima nota dei titoli di coda.




