L’annuncio dell’amaricana
Con un semplice ma eloquente messaggio — “Serena returns” — i canali ufficiali di Wimbledon hanno confermato il ritorno di Serena Williams nel tabellone di singolare dei Championships.
Una notizia che, in realtà, era già nell’aria da giorni. La wild card ancora disponibile assegnata dagli organizzatori e il già annunciato ritorno in doppio accanto alla sorella Venus lasciavano pochi dubbi. Mancava soltanto l’ufficialità per completare il puzzle di uno dei comeback più attesi nella storia del tennis.
Serena tornerà a disputare un match di singolare a Wimbledon dopo quasi quattro anni di assenza dal circuito. L’ultima apparizione risale agli US Open, quando l’ex numero uno del mondo salutò il tennis professionistico tra le lacrime dopo la sconfitta contro Ajla Tomljanović.
Negli ultimi mesi, però, la statunitense ha lasciato intravedere segnali incoraggianti. Al Queen’s ha disputato il torneo di doppio insieme a Victoria Mboko, mostrando soprattutto al servizio lampi della campionessa. Meno brillante, invece, la parentesi di Berlino in coppia con Karolína Muchová, conclusa con un’eliminazione al primo turno. Ma l’obiettivo principale era evidentemente un altro: arrivare pronta all’appuntamento con Wimbledon.
Insieme alla sorella Venus e sotto la guida del padre Richard, ha rivoluzionato il tennis femminile.
Sui prati londinesi ha conquistato 14 titoli complessivi: sette in singolare, sei in doppio e uno in doppio misto. Un palmarès che la colloca tra le tenniste più vincenti nella storia del torneo, alle spalle soltanto di Billie Jean King e Martina Navratilova.
A quasi 45 anni, Serena si prepara a una nuova sfida. Le incognite sono inevitabili: nessuno conosce il suo reale livello competitivo dopo un’assenza così lunga, probabilmente nemmeno lei. Eppure il fascino del ritorno va oltre la semplice celebrazione del passato.
L’obiettivo più suggestivo resta quello di conquistare il ventiquattresimo titolo Slam in carriera, raggiungendo il record detenuto da Margaret Court.




