La personal trainer Maria Sole Barbieri sfata uno dei miti più radicati dell’estate. Il peso corporeo non è il vero indicatore della forma fisica. La bilancia misura il peso, non la salute
Con l’avvicinarsi della temutissima prova costume, la bilancia torna spesso al centro dei pensieri di molte donne. Un recente sondaggio ha evidenziato come l’82% dei giovani americani si senta in imbarazzo a mostrarsi in costume; un terzo degli intervistati preferirebbe una seduta dal dentista a una giornata al mare. È il fenomeno del “beachtimidation” (“beach” e “intimidation”). Non sorprende, quindi che quel numero sul display diventi un metro di giudizio, un obiettivo da raggiungere e sempre più spesso una fonte di frustrazione.
Eppure, “il peso corporeo è uno degli indicatori meno affidabili per valutare il proprio stato di forma. Non dice nulla sulle numerose variabili dal punto di vista metabolico. Due persone possono pesare esattamente uguale e avere fisici, salute e livelli di fitness completamente differenti”, spiega Maria Sole Barbieri, personal trainer e founder di MSB Training.
La bilancia racconta solo una parte di ciò che siamo
Il peso corporeo non distingue tra massa muscolare, massa grassa e acqua corporea. Inoltre, può variare sensibilmente da un giorno all’altro per ragioni che non hanno nulla a che vedere con un reale cambiamento fisico.
Idratazione, ciclo mestruale, quantità di glicogeno immagazzinata nei muscoli e persino una cena particolarmente ricca possono modificare il peso anche di uno o due chilogrammi in poche ore, senza che vi sia alcuna trasformazione strutturale del corpo.
“Per questo motivo fissarsi esclusivamente sul peso è spesso controproducente. Il rischio è inseguire un numero invece di lavorare sugli aspetti che incidono realmente sulla salute, sull’estetica e sul benessere”, spiega Barbieri.
I quattro parametri che contano davvero
Secondo Barbieri, per capire se un percorso sta funzionando bisogna guardare alla composizione corporea e non al semplice peso.
In primis la massa muscolare che riguarda il tessuto metabolicamente attivo del nostro organismo. Influisce sul consumo energetico, sulla sensibilità insulinica, sulla postura e sulla tonicità. Una maggiore quantità di muscolo non significa necessariamente essere più grandi, ma avere un metabolismo più efficiente e una silhouette più armoniosa.
La massa grassa non rappresenta soltanto una riserva energetica. Il tessuto adiposo è un vero e proprio organo endocrino; la sua quantità e distribuzione (viscerale vs sottocutanea) influenzano rischio cardiovascolare, infiammazione sistemica e salute ormonale.
Conta non solo quanto grasso abbiamo, ma anche dove si accumula. La ritenzione idrica, invece, spesso viene confusa con il grasso corporeo, ma si tratta di due fenomeni completamente diversi. La ritenzione è influenzata da ormoni, infiammazione, equilibrio elettrolitico e stile di vita. Per questo richiede strategie differenti rispetto a quelle utilizzate per ridurre il tessuto adiposo. Anche la distribuzione del grasso, a parità di percentuale di massa grassa, può modificare profondamente l’aspetto del corpo e avere implicazioni differenti sulla salute metabolica.
Gli errori più comuni di chi vuole dimagrire in fretta
“Quando l’obiettivo è vedere scendere rapidamente il numero sulla bilancia, si rischia di adottare strategie poco efficaci e sostenibili nel lungo periodo. Per questo, sconsiglio il ricorso a diete eccessivamente restrittive che portano a perdere anche massa muscolare; l’eliminazione drastica dei carboidrati, invece, determina una perdita temporanea di acqua e glicogeno. Eccedere nelle attività cardio può aumentare stress e infiammazione, così come l’assenza dell’allenamento per la forza, non permette di preservare la massa magra.
Compiendo questi errori, si può pensare di dimagrire, ma in realtà si stanno perdendo liquidi o massa muscolare. Il risultato è che, una volta tornate alle abitudini normali, si recuperano rapidamente i chili persi”, sottolinea Maria Sole Barbieri.
Oltre il concetto di “peso ideale”
“Parlare di peso ideale, quindi, ha sempre meno senso.
La vera forma fisica è quella che permette di sentirsi energici, forti, performanti e in salute nel tempo”. Oltre alla composizione corporea, esistono infatti indicatori molto più significativi: la forza relativa, la capacità di recupero, i livelli energetici quotidiani e l’equilibrio ormonale.
Gli obiettivi corretti dovrebbero essere: preservare o aumentare la massa muscolare, ridurre la massa grassa, mantenendo performance e livelli energetici e migliorare gli indicatori funzionali (forza, resistenza, recupero energie).
“Troppo magra”? Quando i giudizi si fermano all’apparenza
Negli ultimi mesi diversi personaggi pubblici sono stati al centro di commenti e critiche social perché ritenuti troppo magri, malati, accusati di non mangiare o di fare ricorso a farmaci pericolosi per favorire il dimagrimento.
“Con grande superficialità, molte persone confondono la definizione muscolare con la magrezza estrema. In realtà un corpo definito può avere una percentuale di massa grassa relativamente bassa ma perfettamente compatibile con la salute e, soprattutto, una buona quantità di massa muscolare”, spiega Maria Sole Barbieri.
“Il vero parametro da osservare non è l’aspetto estetico, bensì la presenza o meno di segnali di disfunzione come alterazioni ormonali, perdita del ciclo mestruale, stanchezza cronica o calo delle performance. In assenza di questi elementi, definire qualcuno ‘troppo magro’ è spesso una valutazione soggettiva, che riflette più uno standard estetico percepito come normale che una reale analisi dello stato di salute”.




