Cambio di tono a Washington. Donald Trump ha sorpreso tutti: dalla minaccia di nuovi raid all’annuncio di un possibile accordo con Teheran. Il presidente USA ha dichiarato giovedì che la firma dell’intesa potrebbe arrivare già “nei prossimi giorni, forse durante il fine settimana, in Europa”. Su Truth aveva anticipato che luogo e data sarebbero stati comunicati a breve.
“Non firmerò io, ci penserà Vance”
Trump ha precisato subito un dettaglio: “Io non sarò presente, ci andrà il vicepresidente Vance”. Una scelta che allontana il presidente dal tavolo, ma conferma la volontà di chiudere l’accordo.
Secondo quanto riferito dallo stesso Trump, i termini dell’intesa avrebbero già ricevuto il via libera da tutti i Paesi coinvolti: Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania, Egitto e altre nazioni. Nessun dettaglio però sui punti concreti dell’accordo.
Teheran appare cauta: serve l’ok di Khamenei.
Ma l’intesa non è ancora definitiva. Fonti iraniane citate da Axios riferiscono che la bozza ha raggiunto un’intesa di massima, ma deve ancora passare al vaglio della Guida Suprema, l’ayatollah Mojtaba Khamenei.
Le fonti aggiungono che i bombardamenti USA di mercoledì e giovedì hanno messo in allerta la leadership iraniana, che ora guarda con sospetto alle reali intenzioni di Trump.
Stretto di Hormuz e blocco navale: la condizione
Trump ha ribadito che il blocco navale imposto a Teheran resterà attivo fino alla chiusura dell’accordo. Dopo la firma, ha promesso, lo stretto di Hormuz sarà riaperto “immediatamente”.
Proprio mentre le tensioni erano al massimo, il presidente ha deciso di fermare l’escalation militare. Ha infatti annullato i raid previsti per giovedì sera contro l’Iran. La motivazione, sempre riportata da Trump: “Le trattative con la Repubblica Islamica sono salite al vertice della leadership iraniana e hanno ricevuto approvazione”.




