Martedì 10 giugno lo Stadio Olimpico si è acceso per il debutto di “Comuni Immortali” di Achille Lauro. Numeri importanti con 60mila spettatori per un sold out annunciato. Il momento clou dello spettacolo è stato uno in particolare: l’arrivo sul palco di Antonello Venditti. Davanti a lui Achille Lauro si è posto con amore devozionale. Quando Venditti seduto al pianoforte ha intonato ‘Notte prima degli esami’, Achille si è goduto lo spettacolo da vero fan, oltre che da collega.
Sguardo basso, sorriso timido, voce emozionata, ha lasciato spazio al maestro, da allievo davanti al suo punto di riferimento.
“Antonello per me è un gigante. Io sono il suo primo fan” ha detto Lauro al microfono, prima di accompagnarlo in una “Notte prima degli esami” sussurrata. Mentre Venditti suonava, Lauro lo guardava come un ragazzo che realizza un sogno. Un altro pezzo cult di Antonello, è stato poi cantato e annunciato in nuova versione sul palco dell’Olimpico di Roma: “Che tesoro che sei”, in uscita venerdì 12 giugno.
Il passaggio di testimone
Per tre ore il concerto si è presentato come un’opera in 4 atti, tra fiamme, schermi giganti e scaletta che andava da “1969” a “16 marzo”. Ma il pubblico ricorderà l’immagine di Lauro, uno degli artisti più trasgressivi della scena, che per una sera ha messo da parte il personaggio per mostrare tutta la sua ammirazione verso un riferimento musicale per ogni romano ed italiano.
L’Olimpico ha cantato con i suoi due beniamini e ha visto nascere sul palco un abbraccio tra due generazioni: il cantautore che ha fatto la storia della città e il performer che oggi ne porta la voce in giro per il mondo. Achille ha abbracciato con questa sorpresa la sua Roma, tanto amata. L’ha chiamata “Roma mia, Casa Nostra”, condividendo con Antonello un palco che è radice legata alla terra di origine di entrambi gli artisti.
Risultato: un debutto tour da tutto esaurito, un duetto storico e una Città eterna che ha cantato per tre ore senza fermarsi.




