Il governo italiano valuta di varare un nuovo decreto ministeriale. L’obiettivo è usare l’extragettito Iva di maggio per finanziare il taglio delle accise sui carburanti.

La misura potrebbe così restare in vigore fino a fine giugno, come anticipato dal vicepremier Antonio Tajani. Si tratta però di un provvedimento “molto costoso” che, secondo il ministro degli Esteri, “può durare un mese o due mesi”. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto ha chiarito che i nuovi margini di flessibilità concessi dall’Ue “non possono essere usati per prorogare” le accise, perché riguardano “una parte di bilancio puro dello Stato italiano”.

Intanto Matteo Salvini rilancia il tema degli extraprofitti bancari. Il leader della Lega chiede un contributo dagli istituti di credito che quest’anno stanno registrando utili record:
“Andate a vedere la trimestrale di Unicredit e Intesa Sanpaolo. Le prime due banche italiane chiuderanno quest’anno di difficoltà per la stragrande maggioranza delle famiglie e imprese, con 20 miliardi di utile. La Lega chiederà agli istituti bancari che stanno facendo guadagni e profitti senza precedenti un contributo alla crescita economica del Paese”.

Per ora però un nuovo intervento sulle banche non è in agenda, come quello introdotto con l’ultima manovra. Il focus del governo è su come spendere i 14 miliardi di flessibilità Ue in tre anni per contenere i rincari dell’energia dopo la crisi iraniana.

Tra le ipotesi allo studio ci sono bonus carburanti e altri benefit erogati direttamente dalle aziende ai dipendenti, con agevolazioni fiscali. L’idea è concentrare gli aiuti sul ceto medio lavoratore. Sono state invece accantonate soluzioni come la ‘Carta Dedicata a te’, mentre le risorse limitate avrebbero frenato interventi di impatto ridotto.

Sul fronte energia, Emma Marcegaglia suggerisce al governo di puntare subito sulle rinnovabili: “Credo che la cosa migliore sarebbe incentivare investimenti delle imprese in rinnovabili, subito, domani. Non dateli in giro. Questi soldi da domani dateli alle imprese e ai cittadini che investono sulle rinnovabili”.

Posizione simile per il segretario della Cgil Maurizio Landini: “Se non rilanci un investimento serio sulle fonti rinnovabili, alla lunga questo tema non lo affronti”.

In parallelo Roma sta valutando il programma europeo Safe per la difesa. Senza i margini sulla spesa energetica sarebbe stato difficile attivarlo, come scritto da Meloni a von der Leyen. Ora l’Italia chiederà solo un terzo dei 14,9 miliardi disponibili. Le priorità di spesa sono in fase di definizione, ma novità immediate non sono previste.