Sì alla legge delega sull’energia nucleare. La Camera la approva con 155 voti favorevoli, 86 contrari ed 8 astenuti. Il provvedimento passa ora al Senato per il via libera definitivo.
Con la delega, una volta ratificata da entrambi i rami del Parlamento, il Governo avrà 12 mesi di tempo per scrivere i decreti attuativi. Obiettivo: regolare la produzione di energia da nucleare sostenibile, finanziare la ricerca sulla fusione e definire il piano per i rifiuti radioattivi.
Cosa prevedono i futuri decreti
Il testo indica le aree su cui dovrà lavorare l’esecutivo: norme per costruire impianti modulari e far funzionare reattori di nuova generazione, come SMR, AMR e micro-reattori; produzione di idrogeno usando energia nucleare;
gestione del combustibile usato e rafforzamento degli standard di sicurezza; riordino degli enti che si occupano del settore.
Il Governo dovrà seguire criteri precisi: garantire sicurezza e tutela della salute, snellire le autorizzazioni, prevedere compensazioni per i territori che ospiteranno le centrali, e coinvolgere le imprese italiane nella filiera tecnologica.
Pichetto: decreti entro Natale, reattori dal 2034
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, commenta subito dopo il voto: “Entro Natale avremo i decreti attuativi della legge delega sul nucleare”. Sui tempi ha aggiunto: “I primi reattori operativi in Italia potrebbero arrivare nel 2034-2035”. Per il Ministro il numero di centrali dipenderà dalla domanda, dalle tecnologie, dai prezzi, dalla consapevolezza della popolazione. Nel Piano nazionale dell’energia è stato indicato una percentuale del nucleare nel mix fra l’11 e il 22%.
Il provvedimento riguarda “solo il nucleare civile” e “il non utilizzo per il militare”.
Il ministro difende la scelta anche dal punto di vista ambientale: “Il nucleare è una scelta energetica, ma anche ambientale e paesaggistica. Un piccolo reattore modulare occupa 3 campi di calcio. Per avere la stessa produzione, servono 3000 campi di calcio di pannelli fotovoltaici. Dobbiamo integrare le rinnovabili con il nucleare e l’idrogeno, non sostituirle”.
Sul possibile referendum afferma che il consenso va valutato in base alla trasparenza.
Ora si attende il passaggio finale al Senato. Con l’eventuale approvazione della legge delega, l’Italia scriverebbe le regole per un ritorno all’atomo civile dopo il referendum del 1987.




