Pestaggi, umiliazioni e presunti abusi: sono queste le accuse lanciate dagli attivisti della Flotilla umanitaria diretta a Gaza, rientrati in Italia dopo il fermo da parte delle autorità israeliane.

Secondo le testimonianze, i partecipanti sarebbero stati costretti a restare incatenati alle caviglie, bendati e identificati con numeri. Alcuni avrebbero riportato fratture e lesioni interne, mentre altri denunciano anche violenze su donne e persone anziane.

Racconti simili arrivano anche dagli altri attivisti liberati dal centro di detenzione di Ketziot e trasferiti su voli charter diretti in Europa. Vittorio Sergi, del coordinamento Marche per la Palestina, ha descritto l’area di detenzione nel porto di Ashdod come una struttura circondata da filo spinato e container.

Antonella Bundu ha inoltre denunciato aggressioni nei confronti di una ragazza affetta da epilessia. Intanto la Procura di Roma acquisirà materiale video sull’accaduto e ascolterà alcuni dei partecipanti alla missione umanitaria.