L’italiano ha completato il Career Golden Masters

Jannik Sinner diventa il primo tennista, dopo Novak Djokovic ad aver realizzato il Career Golden Masters, ovvero ad aver vinto tutti i Master 1000 del circuito ATP.

Ieri, 17 maggio, l’attuale numero uno ha vinto il torneo degli Internazionali di Roma, a 50 anni dal trionfo italiano di Adriano Panatta, presente per premiarlo.

Sinner ha superato in finale Casper Ruud con un doppio 6-4.  L’immagine più potente è quella del passaggio ideale tra Adriano Panatta e Sinner: cinquant’anni dopo il trionfo di Panatta contro Guillermo Vilas, il trofeo torna finalmente nelle mani di un italiano. Un’attesa interminabile che il campione altoatesino ha cancellato con la naturalezza dei grandi.

Per Sinner non è il titolo più prestigioso della carriera, almeno guardando al palmarès. Gli Australian Open, Wimbledon, gli US Open e le ATP Finals avevano già certificato il suo status mondiale. Ma vincere a Roma significa qualcosa di diverso: conquistare il torneo di casa, davanti al proprio pubblico, trasformandosi definitivamente nel volto dello sport italiano contemporaneo.

In tribuna, ad assistere all’impresa, c’era anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto dall’entusiasmo del pubblico romano. Sotto i suoi occhi andava in scena la sfida tra il miglior tennista italiano di sempre e il più forte norvegese della storia.

In conferenza stampa ha poi spiegato: “Non abbiamo tanto tempo per realizzare quello che stiamo facendo – risponde con aria scettica – ho già detto prima dell’anno che il mio obiettivo era Parigi. E Parigi è tra una settimana. Quello che ho fatto qui a Roma e nel resto dell’anno è incredibile. Me ne rendo conto, però mentalmente so che ora devo fare tutte le cose giuste. È giusto riposarmi, ma anche tenermi in forma perché tra poco c’è il torneo più importante di quest’anno per me. Non mi voglio mettere troppa pressione, perché quello viene già da sola. So che la cosa più importante da fare ora è staccare un po’, non pensare tanto al tennis e poi rprendere a fare le cose giuste”.