A Vienna tutto è pronto per la finale dell’Eurovision Song Contest, e tra i 25 in gara c’è un nome che sta facendo parlare di sé anche fuori dal palco: Sal Da Vinci. Se si considera il suo cognome d’arte, la speranza è che abbia la meglio ciò che in esso è scritto:  “Vinci”. Un imperativo che  in una serata in cui tutto può cambiare in un minuto, sa di buon auspicio.

Qui al Wiener Stadthalle l’aria è calda, e il Toto Eurovision entra in fibrillazione su un artista che unisce voce, storia personale e un timing quasi cinematografico. Ecco perché in tanti lo danno in risalita:

Vienna è già casa sua
Coincidenza o destino? La madre di Sal ha vissuto a Vienna per due anni quando era ragazzina, dagli 8 ai 10 anni, come l’artista ha dichiarato in una presentazione del format del Contest. Lui ne è ha sentito raccontare spesso, e afferma che questa città gli parla. Stasera quella connessione personale potrebbe  diventare un filo diretto col pubblico austriaco e con chi vota da casa.

Un gesto che ha fatto breccia
Oltre alle sfogliatelle distribuite per le strade della capitale austriaca in compagnia di Elettra Lamborghini, Sal ha regalato ai colleghi in gara l’anello di “Per sempre sì”, il brano con cui rappresenta l’Italia. Un dettaglio piccolo, ma che ha funzionato come captatio benevolentiae perfetta. Tra artisti, quei gesti non si dimenticano. E la simpatia circola.

Napoli conquista Vienna
Il sorriso partenopeo di Sal  è contagioso, e qui si sente. “Per sempre sì” è diventata una di quelle canzoni che la gente canticchia tra una prova e l’altra. L’empatia del pubblico è palpabile: quando Da Vinci sale sul palco, la Stadthalle risponde.

La politica si schiera con la musica
In finale sarà la prima volta che un rappresentante del governo italiano sarà presente a sostenere dal vivo l’artista in gara. Un segnale che va oltre il voto: è l’Italia che si presenta unita all’Europa. E il peso simbolico del gesto non è da poco.

Messe insieme, queste tessere fanno un quadro interessante. Saranno sufficienti per realizzare un nuovo “miracolo” partenopeo… anzi, italiano? Questa sera lo sapremo.

Intanto Sal porta già a casa un risultato personale importante: l’esperienza di Vienna vissuta come un sogno; un numero di streaming in salita, l’affetto del pubblico e una Laurea Honoris Causa che il Conservatorio di Benevento gli conferirà il 30 giugno. Che vinca o no, il suo Eurovision è già scritto nei ricordi di questa edizione.

E se le coincidenze si allineano a ragione, il verdetto finale potrebbe essere scritto proprio nel suo cognome.