Conflitto Russia – Ucraina. Putin spiazza con le sue dichiarazioni dopo la parata del 9 maggio dedicata alla celebrazione del giorno della Vittoria, mostrandosi aperto all’Ue, pur frenando sulle aspettative Usa di una tregua lunga.
Una Piazza Rossa in sordina
La parata sulla Piazza Rossa è durata appena 45 minuti. Niente missili di ultima generazione, niente carri moderni: a sfilare solo i vecchi T-34 che nel 1945 entrarono a Berlino. Strade vuote, internet e sms bloccati sui cellulari. Misure di sicurezza eccezionali per il timore di attacchi con droni ucraini.
In conferenza stampa, il presidente russo commenta il sostegno occidentale a Kiev: “Hanno cominciato a intensificare la sfida con la Russia, che continua ancora oggi. Penso che questo stia per finire”. Putin non spiega se si riferisce a una vittoria militare russa o a un’intesa diplomatica. I negoziati mediati mesi fa dagli Usa sono infatti fermi.
Apertura all’Ue, con una condizione
Il presidente russo appare pronto a parlare con l’Unione europea, rispondendo all’invito lanciato due volte in una settimana dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. “Il nostro primo obiettivo è una pace giusta e duratura per l’Ucraina. Nel momento giusto saremo pronti a parlare con la Russia per la sicurezza comune”, dichiara Costa.
Il Cremlino non chiude: “La Russia non ha mai rifiutato negoziati con la Ue”, replica Putin. Poi indica una preferenza: come mediatore vedrebbe bene l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder.
Il parallelo con il 1945
Nel discorso alle truppe, Putin difende l’operazione militare in Ucraina paragonando i soldati di oggi a chi sconfisse il Terzo Reich: “La grande impresa della generazione di vittoriosi ispira i guerrieri che oggi svolgono la loro missione nell’operazione militare speciale”. Arriva poi l’affondo alla Nato, tacciato di armare e sostenere “la forza aggressiva” contro cui la Russia combatte.
