Il commosso ricordo
n ultimo momento di felicità, una ferita mai rimarginata e il tributo di chi gli voleva bene. Evaristo Beccalossi se n’è andato con il sorriso, accompagnato fino all’ultimo dall’amore per l’Inter.
“Lunedì ho fatto in tempo a dirgli che l’Inter ha vinto lo scudetto”, ha raccontato la figlia Nagaja, unica erede dell’ex fantasista nerazzurro, morto a 69 anni dopo le conseguenze dell’emorragia cerebrale che lo aveva colpito nel gennaio 2025 e il successivo coma durato 47 giorni.
Nel ricordo della figlia emerge anche il dolore profondo causato dalla scomparsa di Nazzareno Canuti, storico amico ed ex compagno di squadra all’Inter, morto il 24 gennaio scorso dopo una malattia fulminante. “Papà si è chiuso in se stesso, dopo quell’episodio emotivamente non si è più ripreso”, ha ammesso Nagaja.
L’omaggio di Roberto Vecchioni
Durante il concerto al Teatro Grande di Brescia, anche Roberto Vecchioni ha voluto dedicare un pensiero a Beccalossi. Il cantautore, tifoso interista da sempre, ha introdotto la canzone Ti insegnerò a volare ricordando “due amici”.
“In una canzone Zanardi insegna ai ragazzi a non arrendersi mai, perché non significa niente non riuscire a camminare perché si può volare con la testa e con l’anima. Lui l’ha fatto, è stato straordinario”, ha detto Vecchioni parlando dell’ex pilota e campione paralimpico.
Poi il ricordo rivolto a Beccalossi: “Del mio amico Evaristo ricordo due cose. È venuto a vedere un mio concerto insieme a Spillo Altobelli e poi siamo diventati amici. Il secondo ricordo è quando nella stessa partita ha sbagliato tre rigori”.
In realtà gli errori dal dischetto furono due: accadde il 15 settembre 1982, nella sfida d’andata dei sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe tra Inter e Slovan Bratislava.
