Teheran annuncia: “Probabile nuovo scontro con Washington” e intanto prepara una norma per lo stretto di Hormuz.

Per l’Iran resta alto il rischio di un nuovo conflitto con gli Stati Uniti. A dirlo è Mohammad Jafar Asadi, esponente del Comando centrale Khatam al-Anbiya, citato, dall’agenzia Fars. “I fatti dimostrano che gli USA non mantengono promesse né intese”, ha dichiarato l’ufficiale.

Intanto il Parlamento iraniano muove un passo sul fronte marittimo. Il vicepresidente della Camera, Hamidreza Haji-Babaei, ha annunciato la stesura di un disegno di legge per disciplinare il transito attraverso lo Stretto di Hormuz vietando il passaggio alle imbarcazioni israeliane lungo il corridoio del Golfo.

Trump dal canto proprio, rivendica la supremazia militare del momento: “Dire che non stiamo vincendo è tradimento”. Risponde  annunciando un giro di vite sulle sanzioni, e torna a parlare di Cuba con toni ironici, come riferito dalla CNN.

Il Presidente USA collega le crisi in Medio Oriente a una possibile pressione sull’isola caraibica: “Prima chiudiamo una questione. Mi piacerebbe finire il lavoro”, ha detto riferendosi all’Iran. “Di ritorno dall’Iran, faremo avvicinare una delle nostre grandi unità, magari la portaerei USS Abraham Lincoln, la più grande al mondo, a 100 metri dalla costa. E ci diranno: ‘Grazie mille, ci arrendiamo’”, parlando di quelle che, secondo lui, potrebbero essere le reazioni del governo cubano.

Nel frattempo il segretario alla Difesa USA, Pete Hegseth, ha disposto il rientro di circa 5.000 soldati americani attualmente di stanza in Germania. La scelta arriva “dopo un’attenta analisi della presenza delle nostre forze in Europa” e risponde a “esigenze operative e condizioni sul terreno”. La decisione segue le recenti dichiarazioni di Trump, che aveva minacciato riduzioni del contingente statunitense anche in Italia e Spagna.