Francesca Michielin arriva al Primo Maggio. Le dichiarazioni della cantautrice

C’è un momento, ogni anno, in cui la musica smette di essere solo intrattenimento e diventa linguaggio collettivo. Succede sul palco del Concerto del Primo Maggio, e quest’anno tra le voci più attese c’è quella di Francesca Michielin. Non è solo un’esibizione. È un ritorno a quel modo tutto suo di stare sul palco: diretto, autentico, senza filtri. Francesca non ha mai avuto bisogno di effetti speciali per lasciare il segno—le basta una chitarra, un synth o anche solo la sua voce per costruire un mondo. E in una piazza che da sempre mescola musica e impegno, la sua presenza sembra quasi inevitabile. Cresciuta artisticamente tra pop ed elettronica, ma sempre con un piede nella narrazione personale, Michielin arriva al Primo Maggio con un bagaglio fatto di canzoni che parlano di identità, cambiamento e fragilità vissute senza paura.

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Francesca a 361 Magazine in occasione della sua partecipazione al Primo Maggio ha affermato: “Io penso che ci sia proprio, in Italia e in generale un ignoranza di base su quello che sono le figure e le maestranze del mondo del lavoro, non vengono conosciute e retribuite adeguatamente, io quello che cerco di fare nell’ambiente di lavoro è cercare che le persone si sentano gratificate a lavorare con me, che siano felici del lavoro che fanno e rispettate nella loro dignità professionale. Spero che si parli continuamente di questi temi. La pandemia ha creato tantissimo disagio a questo settore e spero che sia un settore che possa riprendersi”.