La Salita è quel punto raro in cui cinema e teatro si tengono per mano senza che uno prevarichi l’altro. Merito di Massimiliano Gallo, che dirige con respiro pieno e delicato il suo film di esordio registico in uscita nelle sale il 9 aprile. L’attore ed ora regista, affida il racconto a interpreti stimati che il palcoscenico lo vivono come vocazione, perché ce l’hanno nel sangue.
LA SALITA, VERO OMAGGIO AD EDUARDO DE FILIPPO
Il girato celebra il grande De Filippo, ma soprattutto dà corpo a una storia vera di rieducazione e speranza costruita attraverso il teatro. Lì, a Nisida, nel carcere rieducativo, la lezione di Eduardo risuona chiara: “Le pause non sono vuoti e danno forza all’enunciazione”. E la salita del titolo diventa metafora spietata e limpida: parla a chi è partito svantaggiato, a chi cerca redenzione, a chi vuole riprendersi il diritto di scegliere.
Come è noto, Eduardo portò il teatro all’interno dell’ Istituto di detenzione minorile, trasformando la scena in uno spazio di consapevolezza. La salita si nutre di quella stessa intuizione: il teatro come strumento di libertà interiore, come disciplina capace di restituire dignità e identità.
Gallo costruisce una regia che potremmo definire “teatrale” nel senso più alto del termine: i corpi sono centrali, i dialoghi hanno un peso specifico netto, e gli spazi, compresa l’estensione del mare, diventano vere e proprie quinte sceniche. Non c’è mai compiacimento estetico fine a sé stesso; ogni scelta visiva sembra rispondere a un’esigenza drammaturgica. La macchina da presa osserva, accompagna, ma non invade: è come se lo spettatore fosse seduto in platea, chiamato a partecipare emotivamente senza filtri agli sguardi, ai non detti interiori di chi finisce in carcere, imparando ad andare oltre le emozioni palesate dai personaggi.
LA SCELTA DI LUOGHI E PERSONAGGI
La produzione della pellicola è curata da Panamafilm e F.A.N. con Rai Cinema e vede al centro del girato l’ex Base Nato di Agnano, e gli spazi esterni dell’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida.
Il cast si rivela uno dei punti di forza più evidenti dell’opera. Gallo, oltre a dirigere, sceglie. Lo fa con le storie da raccontare, con i tempi e con i volti di attori esordienti, misti a veterani del palco come Mariano Rigillo che interpreta Eduardo De Filippo, Roberta Caronia nel ruolo di Beatrice, Maurizio Casagrande nel ruolo di Carlo Croccolo, Alfredo Francesco Cossu nei panni di Emanuele e Antonio Milo in quelli di Giovanni, Shalana Santana, Gianfelice Imparato nei panni del direttore del carcere, Paolo Cresta nel ruolo del boss Apicella, Francesco Siciliano, Greta Esposito, Maria Bolignano, Antonella Morea, Gea Martire, Angela De Matteo, Lucianna De Falco, Stefania Blandeburgo, Marianna Mercurio, Gennaro Di Biase, Diego D’Elia e Alessandro De Renzi, Manuel Mazia, Francesco Piccirillo, Luisa Esposito, Giuseppe De Simone, Ludovica Ferraro, Marisa Carluccio ed Eleonora Vanni. E poi c’è lui, lo stesso Massimiliano Gallo nel ruolo di Emanuele adulto, che incarna tutto l’amore e la riconoscenza al teatro che di fatto l’attore e regista prova e testimonia ogni volta.
LA METAFORA DELL’ ALLENAMENTO ALLA VITA
Il cuore tematico del film ruota attorno all’idea di “allenamento alla vita”. Così come sul palcoscenico si prova, si sbaglia, si ripete fino a trovare la verità di una battuta o di un gesto, allo stesso modo i protagonisti di La salita imparano a confrontarsi con sé stessi e con gli altri. Il teatro diventa palestra esistenziale: insegna disciplina, ascolto, responsabilità. E soprattutto, insegna a cadere e rialzarsi, a “salire”, appunto.
In questo senso, il parallelo tra scena e vita non è mai didascalico, ma profondamente incarnato nei percorsi dei personaggi. Ogni prova teatrale diventa una prova morale; ogni esercizio, un passo verso una possibile redenzione. Gallo riesce a rendere tangibile questa trasformazione senza retorica, affidandosi alla forza dei volti e alla verità delle situazioni.
L’opera prima di Massimiliano al cinema, riflette sul potere formativo dell’arte e sulla possibilità di riscrivere il proprio destino.
Guardare ‘La Salita’ è commuoversi e insieme convincersi che, passo dopo passo, puoi diventare ciò che desideri davvero, non quello che il caso o gli incontri sbagliati hanno deciso per te. Anche le pause o gli errori sono funzionali al riscatto, di qualsiasi fattezza essi siano.




