La serata dell’8 aprile è stata la penultima puntata andata in onda di “STEP, Stasera tutto è possibile”, in cui Stefano De Martino continua a raccogliere consensi di pubblico, seppur in calo rispetto alla scorsa settimana. Il merito è del format che punta sulla leggerezza, ma soprattutto dell’allegria partenopea che ne rappresenta la cifra distintiva.
Stefano infatti ieri ha ironizzato: “Abbiamo ricevuto una lettera di richiamo dalla Rai perché siamo troppo partenopei, quindi stasera per favore controllatevi”, rivolgendosi ai compagni di gioia Biagio Izzo, Francesco Paolantoni, Peppe Iodice, Giovanni Esposito che gli servono assist continui.
Il quartetto che sta cercando di “napoletanizzare” anche Herbert Ballerina, è il fiore all’occhiello della trasmissione che ieri ha totalizzato 1 milione e 971 mila spettatori, pari al 14.50% di share.
“Dovresti condurre tu il Festival”, continuano ad incalzare i comici partenopei, dopo un gioco che coinvolge la musica. E Stefano puntualmente risponde loro in modo goliardico: “Se continuiamo così diventa un ipotesi sempre più remota”.
Il varietà di De Martino, in onda su Rai 2, porta in prima serata un linguaggio semplice, diretto e popolare, grazie all’ironia napoletana che arriva ovunque senza filtri e artifici.
Il successo del programma rappresenta una vera e propria rivincita degli scugnizzi, di quella Napoli brillante, istintiva e intelligente che riesce a trasformare la leggerezza e la comicità in un prodotto televisivo vincente.
Ma il punto forse è un altro: STEP funziona perché dentro c’è una grammatica popolare che non chiede legittimazione. È la rivincita di una Napoli che per anni è stata osservata, raccontata, imitata, ma non sempre davvero capita.
Con Francesco Paolantoni, Biagio Izzo, Peppe Iodice e Giovanni Esposito si compone un meccanismo perfetto: comicità istintiva, tempi naturali, nessuna forzatura. Non c’è bisogno di cercare la battuta: arriva da sola, perché nasce da una familiarità vera, da una lingua comune, da una cultura condivisa.
È qui che STEP segna il punto più forte: mentre molta televisione rincorre formule, qui basta la presenza. Basta il talento di chi conosce il palco, conosce il pubblico e sa trasformare il gioco in spettacolo.
Il successo di ascolti è quindi anche un segnale culturale: quando gli scugnizzi salgono al centro della scena senza snaturarsi, il pubblico riconosce autenticità e premia. E forse la vera forza di questo gruppo è proprio questa: non cercano di piacere, semplicemente arrivano. E arrivano forte.




