Il 78% della Gen Z è più vulnerabile tra ansia, insicurezza  e pressione digitale, rispetto al 59,2% dei Millennials che invece mostra un profilo più stabile e resiliente. A rivelarlo è una survey a cui hanno partecipato quasi 5000 giovani da tutta Italia

C’è una generazione più serena tra Millennials e Generazione Z? La risposta è sì! I Millennials stanno leggermente meglio della Gen Z. Questo è quanto emerge dalla survey condotta nei primi mesi del 2026 sui canali social di Serenis – centro medico digitale di riferimento in Italia per il benessere mentale e fisico – e l’agenzia Marketing Espresso, a cui hanno preso parte 4853 rispondenti da tutte e 20 le regioni d’Italia.

La differenza più significativa che emerge tra le due generazioni è la preoccupazione esistenziale. Quasi 8 Gen Z su 10 (78%) vivono di insicurezze (anche estetiche, non a caso la crescente richiesta di trattamenti di medicina correttiva da parte dei giovanissimi) temendo di non riuscire a costruire una vita soddisfacente, contro 6 Millennials su 10 (59,2%).

Uomini Gen Z

Numeri che raccontano un disagio importante e diffuso e risultano coerenti con un altro dato rilevante: la Gen Z è significativamente più ansiosa sul futuro rispetto ai Millennials (64,4% vs 45%).

Nonostante ciò, le due generazioni sono quasi identiche su aspetti fondamentali come la cura di sé (con un punteggio di 2,85 su 5 per la Gen Z e 2,88 su 5 per i Millennials) e l’utilizzo della terapia: il 68% dei Millennials e il 66,4% della Gen Zha intrapreso o sta portando avanti un percorso psicologico. Le due generazioni sono però accomunate anche dalle aspettative deluse per una vita gratificante: entrambe registrano una discrepanza tra prospettive e realtà, con il 63,2% della Gen Z e il 59,4% dei Millennials che afferma di vivere un’esistenza peggiore o molto peggiore di come aveva immaginato.

Pur presentando un tasso simile di propensione all’accesso alla terapia, la Gen Z sta peggio e si sente più “in ritardo” rispetto ai Millennials (39,9% vs 30,3%). Come spiegare questo dato? La ricerca ha rilevato due fattori che potrebbero concorrere allo stato d’animo peggiore dei 14-30enni e che suggeriscono che la terapia da sola non basta: ciò che è necessario è un cambiamento culturale, economico e sociale più profondo.

Il primo fattore è la trappola digitale: quasi il doppio delle persone della Gen Z rispetto ai Millennials (18,8% vs 10,6%) fa spesso doomscrolling tra le notizie negative online, provocando così maggiore stress e ansia. Inoltre, questo cluster mostra anche maggiore difficoltà a disconnettersi dai social media: alla domanda “Vorrei ridurre i social ma non ci riesco” ha risposto affermativamente il 45,1% della Gen Z e il 38,2% dei Millennials, con una differenza del 6,9%.

Il secondo fattore è l’insicurezza economica: il 51,4% della Gen Z si dichiara insoddisfatto della propria situazione economica attuale, rispetto al 46,6% dei Millenials. Questi numeri delineano delle aspettative niente affatto rosee per il futuro: i Millennials, sebbene non presentino differenze sostanziali nei punteggi, mostrano una situazione leggermente migliore, con maggiore stabilità lavorativa e contratti indeterminati.

Focus regionale: i risultati tra Nord, Centro e Sud Italia  

A livello di benessere generale, i Millennials mantengono il vantaggio sulla Gen Z in modo uniforme su tutto il territorio. Ma i dati sul benessere più critici in assoluto arrivano dal Sud Italia: al Sud il 59,9% della Gen Z è insoddisfatto della propria situazione economica, tanto che qui si rileva il segmento più critico con livelli massimi di ansia. Sempre al Sud, il 68,6% della Gen Z sente che la propria vita è peggiore di come l’aveva immaginata.

Lombardia e Veneto si collocano ai primi posti della classifica del benessere, mentre Sicilia e Campania in fondo.