“Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro”. Con questa parole Daniela Santanchè lascia l’incarico di Ministro del Turismo. Ad intimarlo era stata ieri sera la Premier Giorgia Meloni, alla quale l’ormai ex ministro ha risposto in forma epistolare.
“Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo”, continua Santanché, spiegando le ragioni dell’iniziale diniego alla richiesta di Meloni. “Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum e perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me”.
Santanchè è stata più volte al centro del dibattito politico, a causa delle vicende giudiziarie che l’hanno vista rispondere per falso in bilancio, truffa all’Inps e bancarotta. Trattasi di casi che potrebbero presto trovare conclusione, ma che pesano come una spada di Damocle sulla ministra del Turismo.
Dopo la sconfitta al Referendum adesso Meloni le ha posto una dura richiesta: lasciare l’incarico. Daniela Santanchè, senatrice di Fratelli d’Italia è imputata davanti al Tribunale di Milano e dovrà rispondere nell’udienza del 14 aprile, dei presunti conti truccati delle società Visibilia, ascrivibili al periodo 2016 e 2022. L’impatto mediatico della questione ha giocato non poco sulla carriera politica di Santanchè, accusata per 126.468,60 euro versati dall’Inps a 13 lavoratori della società sopracitata. I pm hanno chiesto che andasse a processo. Ora arrivano le sue dimissioni tardive, formalizzate. Santanché ribadisce di avere la fedina penale immacolata e di agire obbedendo responsabilmente.
Intanto in giornata, Palazzo Montecitorio è stato sede di un duro confronto parlamentare, con tanto di mozione di sfiducia alla ministra calendarizzato per lunedì.




