La nostalgia è la parte caratterizzante di questi tempi.
Basti pensare al trend in cui tutti, dai grandi ai piccini, postano foto del 2016, fino a riportare in voga mode passate, a volte alquanto discutibili.
Insomma sembra che tutti vogliano stoppare il mondo attuale, e fare un balzo nel passato.
E quindi, in una generazione fondata sulla nostalgia, cosa puoi fare se non uno speciale, dei 20 anni dopo, di Hannah Montana, la star degli anni 2000?
Chiunque sia cresciuto in quegli anni, ha visto o sentito parlare di Hannah Montana, e riportarlo in voga oggi è stata una trovata di Marketing geniale.
Trovata che ovviamente ha già avuto precedenti e avrà un seguito, lo stesso fa il Mondo di Patty con il concerto, o il celebre film Il Diavolo Veste Prada, che dopo anni, ritorna proprio quest’anno con il sequel.
Insomma se sei stato un nome importante, questo è l’anno dei ritorni, e Hannah Montana è stato il ritorno più atteso di una generazione.
Lo speciale di Hannah Montana, uscito ieri per celebrare i 20 anni dal debutto della serie nel 2006, arriva esattamente in questo modo: come una vera e propria carezza collettiva.
Per una generazione intera, Hannah Montana non è stata solo una popstar con una doppia vita. È stata un simbolo, una sorta di segno di un’epoca culturale, fondata sul Y2K. Un modo di immaginare se stessi, di giocare con le identità, di credere che si potesse essere tutto, un po’ normali e un po’ straordinari allo stesso tempo. E al centro di tutto, una protagonista che è diventata molto più di un personaggio, una vera regina di stile, un’icona capace di influenzare gusti, estetica e atteggiamenti.
Quel mix di glitter, spontaneità e autenticità ha segnato un’epoca. E oggi, a distanza di vent’anni, torna a parlarci in modo sorprendentemente attuale, perché Miley ha sempre saputo cavalcare il palco, in ogni suo momento, dalla vita Disney Channel, alla vita scatenata di Wrecking Ball.
Non è un caso che questo speciale arrivi proprio adesso. Viviamo in un periodo in cui la nostalgia è quasi un bisogno emotivo, come dicevo prima.
In mezzo a cambiamenti continui, incertezze e nuove aspettative, sentiamo il desiderio di tornare a qualcosa che conosciamo già. Qualcosa che ci accolta e ci faccia sentire coccolati, al sicuro, che sia una zona di comfort, non vogliamo l’incertezza di qualcosa che non conosciamo, e che potrebbe deluderci.
Rivedere Hannah Montana oggi significa proprio questo, scegliere una certezza invece di un rischio. È una pausa dal nuovo a tutti i costi, dalla pressione di scoprire, capire, giudicare. È una coccola.
E porta anche una riflessione con sé, non è che non siamo più capaci a sorprenderci positivamente? E tendiamo a ricreare pattern e schemi già visti, rendendo la visione noiosa e poco originale? Fino al punto di farci dire: ma se devo guardare qualcosa di copiato mi vado a vedere la fonte originale.
Ed eccoci qui, a vedere Hannah Montana.
Perché il passato, quando è fatto di musica che conosciamo a memoria e scene che potremmo recitare a occhi chiusi, non delude, e in questo momento storico, forse, è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno.
Ed è proprio per questo che è l’uscita perfetta.




