L’esito delle votazioni
“Sulla base delle prime proiezioni e dei dati consolidati, ha vinto il No”.
Secondo il decision desk di YouTrend, il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia si chiude con la bocciatura del testo. Lo scrutinio è ancora in corso, ma l’andamento dei risultati appare ormai definito.
A spiccare è anche il dato della partecipazione: l’affluenza si è attestata al 58,8%, uno dei livelli più alti mai registrati per un referendum costituzionale, secondo solo a quello sulla riforma referendum costituzionale del 2016. Un segnale forte di coinvolgimento degli elettori su un tema centrale come la giustizia.
La riforma, promossa dal ministro Carlo Nordio, era stata approvata dal Parlamento nel corso dell’ultimo anno con quattro votazioni complessive tra Camera e Senato. Non avendo però raggiunto la maggioranza dei due terzi, il testo è stato sottoposto a referendum confermativo, senza necessità di quorum.
Al centro del progetto c’era una profonda revisione dell’assetto della magistratura: dalla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, alla creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura, fino all’istituzione di un’Alta corte disciplinare.
Il voto popolare ha quindi fermato la riforma, riportando il dibattito politico e istituzionale sul futuro della giustizia in Italia.




