Si aspetta per l’esito

Nella giornata di ieri, 22 marzo, si sono chiusi i seggi per la prima giornata del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, ma gli italiani potranno recarsi ancora alle urne fino alle 15 di oggi. Ieri, alle 23 l’affluenza ha raggiunto il 46,07%, un dato record per un referendum con due giorni di votazione, superiore a qualsiasi altra consultazione costituzionale del terzo millennio.

La partecipazione varia molto tra le regioni: in testa Emilia-Romagna con il 53,69% e Toscana con il 44,7%, mentre la più bassa si registra in Sicilia con il 34,94%. Questo equilibrio rende difficile qualsiasi previsione sull’esito finale. Come ha sottolineato il senatore Claudio Borghi: “Non farsi fuorviare dai sondaggi che girano… quindi non crediate che sia fatta”.

La giornata è stata scandita dalla presenza dei principali leader politici alle urne. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato a Palermo, mentre Elly Schlein e Giuseppe Conte si sono recati al seggio di Roma in mattinata. In serata ha votato Matteo Salvini, di ritorno da Pontida, mentre Antonio Tajani ha espresso il proprio voto nel pomeriggio a Fiuggi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si recherà al seggio poco prima della chiusura definitiva.

Da Milano, Marina Berlusconi ha commentato: “È un’occasione che non possiamo farci sfuggire… la dedica è agli italiani, sperando che prevalga il Sì per un’Italia civile democratica e moderna”.

Non sono mancati momenti di tensione e polemiche locali. A Garlasco, in provincia di Pavia, partiti e comitati per il No hanno denunciato il danneggiamento dei propri manifesti durante la notte precedente il silenzio elettorale. A Napoli, il segretario campano di Forza Italia, Fulvio Martusciello, ha annunciato un esposto in merito all’uso di pulmini comunali per accompagnare cittadini ai seggi, mentre il M5S ha segnalato possibili forme di propaganda irregolare in Umbria. In tema di innovazioni civiche, invece, il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto ha notato con soddisfazione che “nei seggi abbiamo visto per la prima volta gli elettori non più divisi tra maschi e femmine ma secondo l’ordine alfabetico. Può sembrare una piccola novità, è un grande gesto di civiltà”.

L’affluenza, già alle 19, aveva raggiunto il 38,9%, quasi 10 punti in più rispetto al referendum del 2020 sul taglio dei parlamentari, e segna un record per questo tipo di consultazioni. Gli osservatori sottolineano come, con questi numeri, l’esito del voto avrà un peso significativo sul futuro politico: una conferma o bocciatura della riforma potrà influenzare l’equilibrio del governo e aprire scenari inediti per le prossime elezioni politiche.