La festa del papà, da Stefano De Martino a Ignazio Moser, i VIP celebrano questa giornata tra dediche e pensieri

La Festa del papà è uno di quei giorni che sembrano semplici, quasi rituali, ma che ogni anno riescono a cambiare pelle. Non è solo la celebrazione di una figura, ma un punto d’incontro tra passato, presente e futuro. E quest’anno, più che mai, le storie dei volti noti raccontano proprio questo intreccio di emozioni.

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C’è chi guarda indietro con nostalgia, come Stefano De Martino. Per lui, questa giornata ha il sapore dolceamaro dei ricordi. Il padre non c’è più, ma resta ovunque: nei gesti quotidiani, nelle frasi che riaffiorano all’improvviso, nei silenzi pieni. De Martino ha spesso raccontato quanto il suo esempio continui a guidarlo, soprattutto ora che è lui stesso padre. È come se il testimone non fosse mai stato davvero passato, ma semplicemente condiviso nel tempo. Poi c’è chi la festa la vive dall’altra parte per la prima volta. Ignazio Moser è entrato da poco nel club dei papà, e tutto ha un’energia diversa. Le notti senza sonno, le prime risate, quella sensazione di responsabilità che spaventa ma allo stesso tempo riempie. Per lui, la Festa del papà non è più solo un messaggio da mandare o una telefonata da fare: è uno specchio nuovo in cui riconoscersi. E, forse, anche un modo per capire meglio suo padre, con occhi diversi.

In mezzo, c’è chi questo ruolo lo vive già da tempo, ma continua a scoprirlo ogni giorno. Pierpaolo Pretelli rappresenta quella generazione di padri giovani, presenti, emotivi. Il suo modo di raccontare la paternità è lontano dagli stereotipi: niente distacco, niente rigidità, ma una vicinanza fatta di gioco, affetto e vulnerabilità. Essere padre, oggi, è anche permettersi di imparare insieme ai propri figli, senza avere tutte le risposte. Tre storie diverse, un filo comune: la paternità non è mai statica. È memoria, scoperta, trasformazione. È un’eredità che non si misura solo in ciò che si riceve, ma in ciò che si riesce a dare, ogni giorno, anche senza accorgersene.