Continua il conflitto
Secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane (Idf), una serie di raid aerei lanciati ieri ha colpito diversi obiettivi militari in Iran, interessando le aree di Teheran, Shiraz e Tabriz.
Decine di caccia dell’aeronautica israeliana avrebbero sganciato numerose bombe contro infrastrutture strategiche. Nella capitale, Teheran, sarebbero stati presi di mira diversi centri delle forze di sicurezza, tra cui sedi del ministero dell’Intelligence e della milizia paramilitare Basij, oltre a strutture utilizzate per lo stoccaggio e il lancio di droni, missili balistici e sistemi di difesa aerea.
A Shiraz gli attacchi avrebbero colpito una sede delle forze di sicurezza interne e un deposito di missili balistici. A Tabriz, invece, i raid si sarebbero concentrati sulla distruzione di ulteriori sistemi di difesa aerea, con l’obiettivo dichiarato di ampliare la superiorità aerea israeliana.
Le Idf hanno definito l’operazione come parte di una «fase di intensificazione» volta a colpire le capacità militari fondamentali del regime iraniano.
Sul piano regionale, il ministro del Petrolio iracheno Hayan Abdul-Ghani ha dichiarato a Al Jazeera che Iraq e Iran hanno raggiunto un accordo per consentire alle petroliere irachene di transitare attraverso lo Stretto di Hormuz.
Nella giornata precedente, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva affermato che lo stretto «resta aperto, ma non per i nostri nemici», lasciando intendere possibili restrizioni selettive al traffico marittimo.




