I vari messaggi nella notte del cinema

l tema della guerra e della libertà di espressione non è rimasto fuori dalla cerimonia degli Academy Awards. Tra interventi dal palco, monologhi e battute pungenti, diversi protagonisti della serata hanno intrecciato spettacolo e attualità, con riferimenti più o meno espliciti ai conflitti in corso e alla situazione politica internazionale.

Tra i momenti più diretti c’è stato quello dell’attore spagnolo Javier Bardem, salito sul palco per annunciare il premio al Miglior film internazionale. Bardem ha lanciato un appello netto: «No alla guerra. Palestina libera». L’attore ha accompagnato il messaggio con due spille appuntate sull’abito: una con la scritta “No a la guerra” e un’altra a sostegno della Palestina.

La serata ha visto anche l’intervento del comico e conduttore Jimmy Kimmel, volto del programma televisivo Jimmy Kimmel Live!, chiamato a consegnare i premi per il Miglior cortometraggio documentario e il Miglior documentario. Nel suo discorso ha voluto sottolineare il coraggio di chi racconta la realtà attraverso il cinema: «Raccontare una storia che potrebbe costarti la vita per il solo fatto di raccontarla: questo è vero coraggio. In quali Paesi si rischia la vita per la libertà di parola?».

Subito dopo, con il suo stile ironico, ha aggiunto: «Ci sono Paesi i cui leader non sostengono la libertà di espressione. Non posso dire quali, non mi è permesso. Diciamo solo la Corea del Nord… e la Cbs». La battuta faceva riferimento alla decisione dell’emittente CBS di non permettere al The Late Show with Stephen Colbert di ospitare il deputato texano James Talarico, dopo pressioni e minacce attribuite alla Federal Communications Commission.

Le parole di Kimmel

Kimmel ha poi proseguito ricordando l’importanza del lavoro dei documentaristi: «Fortunatamente per tutti noi esiste una comunità internazionale di registi dediti a dire la verità, spesso correndo grandi rischi nel realizzare film che ci insegnano, che denunciano l’ingiustizia, che ci ispirano ad agire».

Non è mancata una frecciatina alla politica americana: «…e ci sono anche documentari in cui cammini per la Casa Bianca provando le scarpe», ha detto riferendosi al documentario Melania, dedicato alla First Lady Melania Trump nei venti giorni precedenti al secondo insediamento presidenziale del marito Donald Trump. La battuta finale è arrivata subito dopo: «Un uomo sarà furioso che sua moglie non sia stata nominata».

Il tema della libertà di espressione, per Kimmel, non è solo materia di satira. Lo scorso anno il conduttore era stato sospeso dalla rete ABC, decisione che era stata accolta favorevolmente da Trump, dopo una battuta seguita all’uccisione dell’attivista Charlie Kirk.