Zengavó e il dialetto siciliano: Andrea racconta le fiabe in dialetto a sua figlia Camilla. Il risultato del reel è dolce e divertente al tempo stesso
Quando Andrea Zenga prova a parlare in dialetto siciliano succede qualcosa di curioso: le parole diventano più lente, più musicali, quasi come se fossero fatte apposta per raccontare storie. Non è la lingua con cui è cresciuto, ma è quella che negli ultimi tempi ha iniziato a usare per un motivo molto speciale: raccontare le fiabe alla sua bambina.
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All’inizio era un esperimento, una specie di gioco. Qualche parola imparata qua e là, qualche espressione sentita in famiglia o dalla sua amata Rosalinda, siciliana doc. Ma come succede spesso con i dialetti, basta poco perché diventino una musica familiare. Andrea si diverte e la figlia ascolta con gli occhi grandi, forse senza capire ogni parola, ma percependo perfettamente il ritmo e l’affetto che si nascondono dietro quelle frasi. E in fondo le fiabe funzionano proprio così: non sono solo storie, ma atmosfere. È un modo spontaneo per tenere vivo qualcosa di antico. I dialetti, spesso, sopravvivono proprio così: non nei manuali o nelle lezioni, ma nei momenti quotidiani. In cucina, nelle battute improvvisate, o – come nel caso di Andrea – nelle fiabe della buonanotte. Perché in fondo le fiabe funzionano sempre allo stesso modo, in qualsiasi lingua: quando sono raccontate con amore, diventano un ricordo che resta. Il reel condiviso sui social da Andrea ha riscosso molto successo e come didascalia ha chiesto un parere ai fan scrivendo: “La favola di Pinocchio in siciliano, o qualcosa di simile sto migliorando vero?”.




