Sanremo 2026: Carlo Conti e il ritorno dell’eleganza che non fa rumore. Il noto conduttore e direttore artistico parla anche della prossima edizione
C’è un momento, ogni inverno, in cui l’Italia smette di correre e si siede sul divano. Non per stanchezza, ma per rito. Sanremo 2026 arriva così: non come un evento che chiede attenzione, ma come una casa che riapre le finestre. Alla guida c’è Carlo Conti, e già questo basta a cambiare la temperatura dell’aria. Il suo Festival non promette rivoluzioni urlate né colpi di scena a effetto speciale.
Leggi anche I 10 prodotti beauty da regalare a San Valentino: must-have (virali) e chicche da provare
Carlo Conti si muove sul palco come un direttore d’orchestra che non ha bisogno di bacchetta. Lascia spazio, non occupa. Introduce, non sovrasta. La sua presenza è una cornice sobria che valorizza il quadro, senza mai rubarne i colori. In un’epoca in cui la conduzione spesso diventa performance, lui sceglie la sottrazione. E funziona. Al podcast ha dichiarato: “Intanto facciamo questo, ma spero che il prossimo anno ci sia qualcun altro, più giovane, aitante e belloccio. Non credo che Renga, Raf, Patty Pravo, Luchè, Masini e Fedez, Malika, Arisa e potrei andare avanti, non siano big. Molti sono venuti l’anno scorso, qualcuno non aveva il disco pronto, qualcuno ha partorito: ho lavorato per chi ci sarà il prossimo anno.”. Su Laura Pausini ha affermato: “Ci sarà spontaneità, e non mi stupirei se un giorno le passassi il cartellino da leggere sbagliato. Quello che nasce spontaneamente è la cosa più bella. Fui io ad indicare a Robbie Williams di baciare Maria De Filippi sul palco.”




