Raoul Bova torna a parlare del gossip e dell’accanimento mediatico riscontrato nei mesi scorsi. L’accaduto e le sue dichiarazioni

Ci sono attori che entrano nella scena come lampi, e poi c’è Raoul Bova, che non ha mai avuto bisogno di esplodere. Lui è arrivato con la calma delle persone sicure, di quelle che non devono convincere nessuno: basta che respirino, e lo schermo sembra più grande. Non è mai stato solo protagonista romantico, solo eroe, solo poliziotto, solo padre. È stato tutto, e ogni volta con sfumature diverse. C’è chi costruisce una carriera, e chi costruisce un percorso: Raoul Bova appartiene alla seconda categoria.

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Stando a quanto riporta Today, l’attore era tra gli ospiti della festa di #Atreju ed è intervenuto sulla tematica “Non con la mia faccia. Deep fake, web reputation e odio social”. Bova ha affermato: “Mi sono sentito molto solo, quel video (quello degli “occhi spaccanti”, ndr) nè la polizia, nè giudici nè la stampa hanno tenuto conto che quegli audio erano già un reato. Nessuno ha detto ‘è un reato’ […] Cosa ho fatto di così grave? Sicuramente ho sbagliato, fatto errori, me ne pento ma una persona singola che aveva in mano degli audio privati li ha usati a scopo di lucro, monetizzando, diffamando, cercando consenso, per aumentare il bacino di follower dimenticando cosa andava a fare: accrescere la popolarità uccidendo una persona pubblicamente”.

Raoul Bova è diventato, negli anni, una sorta di “luogo sicuro” della recitazione italiana: un volto che riconosci, una voce che rassicura, una presenza che non delude.