I dati ISTAT
In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’ISTAT ha diffuso l’indagine “La violenza contro le donne, dentro e fuori la famiglia”, restituendo un quadro allarmante della situazione in Italia.
Secondo i dati, circa 6 milioni e 400mila donne tra i 16 e i 75 anni – il 31,9% del totale – hanno subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale. Le violenze fisiche interessano il 18,8% delle donne, quelle sessuali il 23,4%, mentre il 5,7% ha subito stupri o tentati stupri. Nel 26,5% dei casi gli autori sono persone vicine o conoscenti (parenti, amici, colleghi) e il 12,6% delle vittime ha subito violenze da un partner o da un ex. A queste forme si aggiungono la violenza psicologica (17,9%) e quella economica (6,6%).
Le giovani risultano particolarmente esposte, soprattutto all’interno di relazioni con partner o ex partner caratterizzate da dinamiche di controllo, dipendenza emotiva e manipolazione, spesso sostenute da stereotipi di genere radicati. A ciò si somma l’aumento della violenza esercitata tramite strumenti digitali – dalle molestie online alla diffusione non consensuale di immagini – che rende urgente aggiornare strumenti di prevenzione e tutela anche in ambiente virtuale.
Contrastare la violenza di genere significa agire molto prima che il danno si manifesti. La prevenzione, per essere incisiva, deve affrontare le radici culturali, sociali e strutturali del fenomeno, intervenendo su più livelli:
educazione al rispetto e al consenso fin dall’infanzia e in tutte le fasi del percorso scolastico;
formazione continua per operatori sociali, sanitari, educativi e forze dell’ordine;
campagne di sensibilizzazione capaci di scardinare stereotipi sessisti e narrazioni che normalizzano l’abuso;
servizi realmente accessibili, soprattutto per le donne con disabilità;
prevenzione digitale per far fronte alle forme di violenza che si manifestano online.




