Alice e Ellen Kessler, per tutti noi italiani le gemelle Kessler, sono state trovate morte insieme nella loro abitazione di Grunwald, nei pressi di Monaco di Baviera, in Germania. Avevano ottantanove anni, e dopo una vita passata assieme dentro le nostre televisioni, protagoniste di una tv in bianco e nero che ancor oggi viene legittimamente rimpianta per la sua eleganza e leggerezza, insieme se ne sono andate. La polizia criminale tedesca sta indagando, per cercare di far luce su quella che al momento sembra essere stato un caso di eutanasia, il cosiddetto suicidio assistito. Più volte, nel corso degli anni, entrambe avevano sottolineato la volontà di andarsene insieme, come quella di voler ricorrere all’eutanasia nel caso fosse sopravvenuta una qualche malattia incurabile.
Fin qui la fredda cronaca di quanto avvenuto nelle ultime ore.
Ma la morte delle gemelle Kessler è davvero qualcosa che ha a che fare in maniera stretta con il nostro immaginario, parlo ovviamente di chi c’era nella seconda metà del Novecento. Arrivate nella nostra televisione nei primi anni Sessanta, sono a lungo state protagoniste dei programmi di varietà di prima serata, legando a doppio nodo il proprio nome, loro che per tutti erano solo le gemelle Kessler, come un tutt’uno, a quello del regista Antonello Falqui, a quello di Don Lurio, che per loro coreografò tanti balletti, veri e propri sogni erotici di un’Italia che provava a togliersi di dosso la polvere di secoli e secoli sotto la stato pontificio, e di programmi quali Studio Uno. La loro Da-da-un-pà, di quell’altra leggenda Bruno Canfora, che proprio di Studio Uno fu sigla, divenne una vera e propria hit, incorniciando con le loro lunghe gambe tutta la voglia di leggerezza e di ottimismo che poi impatterà negli anni di Piombo, così come La notte è piccola e tante altre canzoni che negli anni accompagnavano il sabato sera di tutta una nazione unita davanti a quello che non a caso veniva, in maniera oggi quasi incomprensibile, chiamato il “focolare domestico”. Star qui a fare l’elenco dei tanti programmi cui hanno preso parte, tra le più memorabili indubbiamente Canzonissima e Milleluci, oltre al già citato Studio Uno, ma ai tempi spopolarono anche a Teatro come al cinema, proseguendo poi in televisione fino alla metà degli anni Ottanta, dopo aver lasciato la Rai per quella che ai tempi era ancora Fininvest.
Sapere che se ne sono andate insieme rende la loro vita, per certi aspetti unica, ancora più spettacolare, perché i grandi artistici sono anche capaci di rendere artistica l’uscita di scena.
Sono un gemello la cui metà è morta nel giorno della nascita, quindi un gemello privato sin dal primo vagito di una parte importante del proprio essere. Sono anche padre di due gemelli, Francesco e Chiara, quindi ben comprendo come l’essere gemelli sia vivere una condizione inspiegabile e quindi incomprensibile per tutti quelli che gemelli non sono. Metteteci che le gemelle Kessler erano coetanee di mio padre, a loro modo figlie della stessa Italia, pur essendo loro decisamente tedesche, potete ben capire come questa notizia mi sia arrivata dritta in faccia. Altre due di quelle Milleluci che si sono spente, senza che all’orizzonte se ne vedano di nuove.
In questi casi, in tempi di social, si tende a dire “la terra ti sia lieve”, in questo caso semmai da declinare al plurale, ma credo che mai come per le gemelle Kessler basti andare su Youtube a vedersi uno dei loro strepitosi balletti, magari proprio quelli coreografati da Don Lurio, per comprendere come la terra lieve lo sarà di sicuro, perché come diceva il loro compatriota Friederich Nietzsche, non c’è altra forma d’arte come la danza per rappresentare la propensione dello spirito umano a essere libero.
