È stata accoltellata in Piazza Gae Aulenti
La moglie è stata accoltellata a Milano, ieri 3 novembre, in Piazza Gae Aulenti e il marito parla ora a Corriere, dopo essere uscito dal reparto di rianimazione del Niguarda.
Racconta di non riuscire ancora a spiegarsi l’assurda mattinata. Dice che i medici gli hanno spiegato che «l’operazione è andata bene, ma le prossime 48 ore sono decisive». Poi, con un gesto delle mani, aggiunge che «può migliorare oppure… peggiorare». E conclude solo: «Però è incredibile. Sembra un film. Un brutto film».
Spiega di aver parlato con la moglie solo per un attimo, mentre la soccorrevano. Lei gli avrebbe detto soltanto: «Un pazzo, un pazzo».
Racconta che erano al telefono fino a pochi minuti prima dell’aggressione: «L’ho salutata, le ho detto: “amore, sono arrivato al lavoro”». Poi, appena il tempo di legare la bicicletta, il telefono è tornato a squillare. «Era di nuovo lei che richiamava — dice — ma non era mia moglie».
Rammenta di aver sentito la voce di una sconosciuta: «Mi ha detto che si era fatta dare il telefono da mia moglie. Mi ha detto: ‘Sono qui con sua moglie’. E mi ha spiegato cosa era successo. Ho ripreso la bici e sono volato là».
Lavora in una piscina, a pochi chilometri da piazza Gae Aulenti, dove la moglie è stata accoltellata lungo il tragitto per l’ufficio. È arrivato in pochi minuti: «Era ancora là, con il coltello infilzato nella schiena. Ma era sveglia e cosciente, finché non l’hanno sedata», racconta, stringendo le labbra. «Non so davvero che cosa dire. Non ho parole per me, figuriamoci per gli altri».
Prova un sorriso stanco, ma lo sguardo resta pieno di incredulità. Poi si allontana: «Ora devo andare. Vado su da lei. Mi permettono di vederla».




