Sono ormai passati dieci anni da quando Peter Gomez ci chiese di seguire insieme X Factor e di scrivere le pagelle dal duplice punto di vista di un padre e una figlia, un uomo adulto e una ragazzina, oggi donna, un maschio e una femmina, un boomer e una millennial. No, Gomez non parlò di boomer, anche perché tecnicamente è lui il boomer. Di fatto, a partire dal 2015, sulle colonne del Fatto Quotidiano, abbiamo cominciato a scrivere le pagelle padre e figlia di X Factor, passando poi a scriverle anche al Festival di Sanremo. Le nostre pagelle di X Factor sono state le prime, oggi imitate da molti. Indubbiamente sono anche le sole che propongano un doppio punto di vista. Si comincia oggi e si andrà avanti settimana dopo settimana, fino alla finale di Napoli. Nel corso delle settimane ci capiterà anche di seguire qualche puntata dal vivo, al Repower Theatre di Assago, ciò non di meno le troverete puntualmente il venerdì mattina. Cominciamo.

Pagelle di Michele Monina (il padre)

GIORGIA 8

A Giorgia cosa mai le si potrebbe dire? È brava, bella, empatica, professionale. Rende naturale una cosa difficilissima, presentare un programma dal format usurato come X Factor. Sta lì a tirare le redini come se non avesse mai fatto altro, e nel farlo trasuda sentimento e capacità di entrare in contatto coi concorrenti, col pubblico, coi giudici. Quando si dice un’artista a tutto tondo. Brava anche quandos spoilera involontariamente il passaggio di turno di Tomasi, assente sul palco in quanto minorenne. Un’unica pecca, immagino colpa degli autori, chiamare costantemente “talenti” i giovani che si esibiscono risulta un po’ una forzatura, e dico forzatura solo perché a Giorgia voglio molto bene. 

FRANCESCO GABBANI 6

Entrare in una giuria che è stata incoronata l’anno scorso come la migliore da che esiste XF, per quella capacità tutta loro di non litigare ogni due secondi, anche perché stiamo parlando di X Factor, mica di faccende serie, ecco, entrare in una giuria che è stata incoronata l’anno scorso come la migliore da che esiste XF non deve essere stato facile, ma Gabbani se la gioca bene, senza particolari picchi in alto, ma anche senza intoppi. La faccia da schiaffi che ha funziona anche in questo contesto. Buona scelta. Eviterei, giusto, di addentrarsi in critiche come quelle a Viscardi, perché non aver capito il perché della scelta delle canzoni portate non lo fanno passare come uno sveglissimo.

JAKE LA FURIA 7

In questa spartizione dei ruoli che neanche Stan Lee e Jack Kirby quando hanno dato vita agli Avengers, Jake la Furia ha due caratteristiche fondamentali, per se stesso e per la riuscita della giuria: è quello simpatico, il compagnone che fa in continuazione battute, e il tamarro che punta alla pancia tenendo a debita distanza la testa. In questo ruolo è bravo, e strappa spesso risate. Musicalmente si fa portatore di istanze che andrebbero però punite con pece e piume, del resto è lì vestito da cowboy, che vogliamo mai pretendere.

PAOLA IEZZI 8

Che Paola sia la Queen di questa giuria è storia già nota dall’anno scorso. Però quest’anno la cosa è anche più definita, specie nei battibecchi col villain Gabbani su faccende meramente tecniche, per ora mostrate solo alle audizioni, dalle quali Jake e Lauro sembravano tagliati fuori d’ufficio. Si parla di pop e lei quello lo conosce e lo sa fare, e sentirla parlare, diciamolo, è una ventata di ossigeno in mezzo allo smog di un programma che è, appunto, alla canna del gas. Lei vestita da cameriera sexy che offre a tutti i dolcetti “Capezzoli di Venere” vale da solo la serata. 

ACHILLE LAURO 4

Senato, baby, signore mie. Sa di avere la fanbase più grande e fedele. Ci gioca, a beneficio di camera. Punta alla vittoria, come l’anno scorso, quindi forse anche quest’anno perde. Avesse anche qualche cognizione di causa in campo musicale saremmo a cavallo. Invece no. Quando, per difendere l’indifendibile Layana, dice che il cliché dei giovani che non hanno sofferto andrebbe superato ci ha proiettato di colpo in una serata di stand up comedy, peccato che fosse invece X Factor, e che lui fosse tristemente serio. 

ANNALISA 8

Annalisa è la prova che si può essere tecnicamente impeccabili, tanto da risultare quasi algida, ma in realtà trasmettere emozioni così profonde da far sembrare belle anche canzoni che, a dirla tutta, bellissime non sono. Trovo sempre molto impietoso mettere voci come la sua in mezzo a quelle dei ragazzi in gara, perché il confronto è qualcosa davvero che fa male. Per dirla con parole sue, qualcuno chiami la polizia così che questa notte finisca. 

EROCADDEO 4

Far fare una cover di Lucio Battisti, non ci sono dubbi, conferma quel che è già di suo evidente, cioè che Achille Lauro sarà pure un gran comunicatore, un sornione paraculo, ma di musica, su, via, meglio non si occupi. Perché fare Battisti è un suicidio se sei un artista navigato, figuriamoci uno che si presenta per la prima volta in pubblico. Incomprensibilmente i giudici ne parlano bene, ma nei fatti è solo tecnica e niente empatia. E soprattutto una perfezione vocale che Battisti poteva serenamente non permettersi, perché lui sì che era un artista. Naufragar gli è stato amaro in questo palco. 

ROB 6

Il successo di Bambole di Pezza, il ritorno dei Finley, il clamore intorno a Naska attestano come il pop-punk sia una realtà che un programma come X Factor non poteva ignorare. Rob è la quota pop punk di quest’anno. Sentirla fare i conti con Alanis Morrissette è però troppo anche per chi tifa dichiaratamente per la squadra di Paola Iezzi. Ottima voce, ottima presenza di scena, ma la canzone è più di quello che lei riesce a fare. La sufficienza la prende, ma meglio volare più basso la prossima volta. 

TELLYNONPIANGERE 5

Tellynonpiangere è il caso umano. Lo dico col massimo rispetto per la sua storia personale, che mai bollerei come da “caso umano”, non fosse per il fatto che lui stesso ha ben visto di renderla pubblica nelle puntate nelle quali si sceglievano i ragazzi del cast. Una storia difficile che esterna coi suoi mugugni, la sua timidezza, coi suoi occhi languidi, ma purtroppo anche con un repertorio monocorde fatta di canzoni una sovrapponibile all’altra. La prima volta erano gli psicologi, ora Coez, in mezzo non ricordo manco chi. Sempre lì, malinconia indie. Come un calciatore che sappia battere solo i calci d’angolo. Un po’ pochino per un talent che ambirebbe a scovare talenti talmente talenti da essere identificati col fattore X. 

AMANDA 3

Ogni anno sentiamo i giudici, è successo in tutte le edizioni e con tutti i giudici, dire che il livello è davvero alto. Ora, dato per assodato che tecnicamente il livello è sempre piuttosto alto, tranne casi che andremo poi a vedere, resta che se la musica fosse solo una questione di tecnica e non di capacità di interpretare e quindi di emozionare, dovremmo davvero aspettare con ansia il giorno in cui l’AI finalmente manderà a casa tutti gli artisti in carne e ossa. Amanda è un caso eclatante di una ragazza dotata vocalmente, brava tecnicamente, ma che neanche al karaoke attirerebbe la nostra attenzione. Miley Cyrus, dai, non scherziamo. Senza neanche quell’energia che Wrecking Ball trasmetteva, a non voler tenere in conto la carica erotica, qui assolutamente assente. Mia nonna, per dire che non ci avrebbe fatto regali diceva che per Natale c’era un “nientino rilegato in oro”. Ecco, Amanda è un nientino rilegato in oro. 

VISCARDI 7

Viscardi ha una gran voce, e soprattutto tiene il palco come un professionista di lungo cabotaggio. Forse strafà, è vero, ma si cerca chi abbia l’X Factor, non chi sa stare tra le righe. Lui canta bene, balla bene, convince anche confrontandosi con un gigante come Pino Daniele. Grande la scelta di Chillo è ‘nu buono guaglione, brano reso un manifesto, per quanto Gabbani ancora non lo abbia capito. Un talento. Una rarità, in questa edizione. 

LAYANA 3

Si sta avvicinando Halloween, a qualcuno di voi capiterà di guardarsi in tv uno dei film di Casper il fantasimino. Ecco, Layana non è un fantasimino, ma è la concorrente più vicina al concetto di ectoplasma in gara quest’anno. Impalpabile. Poco credibile. Anzi, per niente. Achille Lauro quest’anno, diciamolo, ha davvero una squadra scarsa, e con assegnazioni come Gli uomini non cambiano di Mia Martini a una voce così poco espressiva direi che ci ha messo sopra anche una pietra tombale.

DELIA 9

Delia è come un qualche piatto tipico della regione dalla quale arriva, la Sicilia, carica se non sovraccarica. Tanta. Forse troppa. Brava, eh, bravissima, a suo modo talento puro, ma questo è X Factor, e Signor Tenente di Faletti, interpretato in questa maniera, mischiato all’aria di Brucia la terra, da Il Padrino, con uno strepitoso testo di Kaballà, è davvero elevarsi al grado massimo dell’arte, quindi, ahimé, andare fuori tema. Poi, intendiamoci, dopo le immani rotture di palle sentite fin qui è davvero qualcosa da ammirare. Ma forse non è questo il programma per lei. 

MICHELLE 5

En e Xanax  una canzone talmente bella che ascoltandola ti viene da dire che quando una canzone è una bella canzone la puoi cantare anche solo accompagnato da una chitarra e sta perfettamente in piedi. Ha un testo, poi, che è una mano di cartavetrata sul cuore. Ecco, la versione elettronica di Michelle con En e Xanax non c’entra nulla. La snatura. La impoverisce. Peccato, perché Michelle ha una bella voce e la sa usare bene. Ma canzone è molto più bella di così. 

TOMASI 5

Tomasi voleva portare Nessun dorma, dalla Turandot di Puccini. Jake la  Furia gli assegna Lucciole di Blanco. Questo, immagino, potrebbe aprire un dibattito nel quale uno come Crepet andrebbe indubbiamente in paranoia. Io credo che Tomasi sia un giovanissimo, sedici anni, di indubbio talento. Ma credo anche, l’esperienza del sedicenne di cui non ricordo il nome che l’anno scorso si era sempre presentato facendo Cocciante, e che è poi giustamente sparito nel nulla è lì come promemoria, credo che a sedici anni potrebbe essere bene studiare, vivere, e poi, solo poi, salire su un palco e cantare. A meno che non sei Blanco, ovviamente, che è a sua volta molto giovane. Insomma, per me la sua avventura dovrebbe finire qui. 

COPPER JITTERS 3

Sarà per la difesa accorata di Achille Lauro, che ci ha tenuto a sottolineare come tutti i membri della band abbiano studiato al Conservatorio, questo per stigmatizzare il “linciaggio”, parole sue, subito dopo la pessima esibizione delle Last Call, sarà perché Tutti Frutti è Tutti Frutti, anche se mi sfugge in cosa questa sia la versione di Elvis e non quella di Little Richard, sarà per quello sbattersi sul palco come degli ossessi, seppur vestiti in completi bianchi, ma i Copper Jitters mi hanno fatto cagare durante le varie auditions e continuano a farmi cagare ai live. Inutili. 

MAYU 7

Ecco, Mayu è una cantante con una bellissima voce, ma che a differenza di buona parte delle sue giovani colleghe lì a X Factor, ha capito che saperla usare molto bene non basta, e tocca metterci anche il cuore, l’anima o da qualsiasi parte pensiate che vivano le emozioni dentro di noi. Spettacolare. Credibile. 

PIERC 9

PierC entra a X Factor papa. Tutti dicono che vincerà, e a sentirlo cantare si può anche capire perché. Bravo è bravo. Lo sa, e questo potrebbe essere un valore aggiunto o un rischio. Vallo a sapere. Come direbbe la voce narrante de L’odio di Matthieu Kassovitz, fin qui tutto bene. Rocket Man è proprio il suo. Occhio solo a non crederci già così tanto da uscire poi cardinale.

Pagelle di Lucia Monina (la figlia)

GIORGIA 9

Elegante, decisa, simpatica, riesce a intrattenere e non annoiare, nonostante i talenti le remino contro in questo. I momenti di noia sono stati tanti, e alti, ma Giorgia se li è giocati bene, molto bene. Non c’è niente da fare, è proprio vero che le donne hanno una marcia in più.

FRANCESCO GABBANI 7

Non mi sono trovata sempre d’accordo con i suoi giudizi, o con le sue scelte, ma anche questo è parte del programma, e va bene così, almeno non è tutto prevedibile. Freddure a parte, è un personaggio che funziona, e soprattutto funziona nel gruppo. Ha ricoperto egregiamente il posto di Manuel Agnelli, anche meglio, ci voleva.

PAOLA IEZZI 9

Come lo scorso anno, l’unica luce di questa edizione, simpatica, brillante, con i giusti commenti e giusti tempi televisivi. Forse le criticherei la troppa gentilezza e bontà nei commenti, ma la perdoniamo perché era la prima puntata. Detto questo ormai si guarda Xfactor solo per questo, perché del programma rimane ben poco. Brava,e brava anche per la squadra, che forse è la più forte.

JAKE LA FURIA 8

Spero di non dovermi contraddire, ma anche quest’anno l’accoppiata Paola e Jake mi piace molto. Ci vuole un po’ di brio, un po’ di felicità, a confronto del suo compagno Achille, che piange di continuo, lui ci ricorda che siamo in un programma di intrattenimento televisivo, e come tale dovrebbe intrattenere. Bravo, simpatico, mi è piaciuto.

ACHILLE LAURO 4

E anche quest’anno non ci siamo.

EROCADDEO 5.5

Ogni anno c’è una povera anima, che forse obbligata dal proprio giudice (o dalla produzione), si imbatte a scalare il titano che è stato Battisti. E come va? Ovviamente male, perché Battisti è Battisti, e a parte rarissime eccezioni, chiunque provi a rifarlo, per quanto possa cantare bene, non riesce a interpretare e raccontare quel colosso che è stato Battisti, con tutte le sue sfumature in musica. Okay, bella voce, abbastanza disinvolto sul palco per essere la prima sera, ma avrei preferito sentirlo con altro, soprattutto ad aprire il programma.

ROB 6-

Brava è brava, la scelta di Paola del pezzo più che azzeccata, e il personaggio funziona: look, capelli, trucco, tutto è in linea perfettamente. Mi sento di dare un però: qualcosa mi manca, un po’ di sale, voglio credere sia l’emozione, la prima esibizione… Mi ha ricordato molto la prima esibizione di Beatrice Quinta, inizialmente non mi sapeva di nulla, non mi aveva minimamente colpita, dalle volte successive però, ha tirato fuori la così detta cazzimma e ha conquistato tutti. Spero sia una Beatrice Quinta e non una scelta sbagliata da parte di Paola.

TELLYNONPIANGERE 5

Nome a parte, non mi ha convinta. Sarà la scelta del brano, Coez esiste già e anche tante emulazioni di Coez, cosa ci dà in più rispetto al brano originale? Quando si fa una cover, bisognerebbe portare un po’ di noi in quel pezzo, sennò rimane un karaoke, che non è male, ma non ‘è bisogno di farlo sul palco di Xfactor, lo si può fare anche a Chinatown, senza problemi. Concordo con Jake, vorrei vederlo uscire dalla sua zona di comfort, speriamo meglio, per il momento no.

AMANDA 5+

Vorrei vedere la visione di Jake, perché sono certa e mi auguro, la abbia.

Io al momento non l’ho vista. Concordo al 100% con Paola, è stata intonata, niente da dire su quello, però ha spogliato totalmente il brano, non c’era l’anima di questo pezzo, che un’anima potente la ha. Miley Cyrus ha rotto tutto con la sua esibizione, sia vocale che performativa, lei è rimasta inerme a cantare, bene, ma senza fare nulla. In balia della performance. Sarà la paura di cui lei stessa parlava, ma a me non è arrivato nulla.

VISCARDI 7.5

Bravo!! Finalmente qualcosa di interessante, che fino ad adesso era tutto troppo sotto tono e piatto. Mi ha coinvolto totalmente, ero come in ipnosi. Viscardi ha portato un po’ di brio, movimento, carica. La scelta del brano è stata perfetta, e lui l’ha esibita perfettamente, Paola ci aveva visto lungo. A me è piaciuto, mi ha gasato e mi ha dato un po’ di speranza in questa esibizione (che al momento non avevo). Gabbani che critica la scelta di Pino Daniele ma non quella di Battisti mi fa un po’ ridere però, perché in questo caso mi sa che non ha capito molto. I colossi si possono toccare, ma bisogna saperlo fare, è raro, ma si può. Viscardi ci è riuscito, uscendo dal comfort, rinterpretando, uscendo dal compitino, per quello a me è piaciuto.

LAYANA 5

Prima Battisti e ora Mia Martini, perché prendersi questi rischi se poi non si supera il velo della semplice “esibizione”? Gli interpreti esistono, ma come tali corrono dei rischi, osano, mettono il loro, quello che avrei voluto da Layana sta sera. Un brano come questo, di un colosso come quello che è stata la Martini, o lo destrutturi, mettendo totalmente te stessa, o ci cadi di faccia.  E le, nonostante abbia cantato molto bene, è cascata di faccia. Elegante, raffinata, ma ha sbagliato a confrontarsi con un colosso del genere alla prima esibizione. Questa volta sì che concordo con Gabbani, mancava totalmente il trasporto emotivo.

DELIA 8.5

Al momento, senza indugio, la più brava. Canta, si muove, recita, suona, è tutto sul palco, ed è quello che si dovrebbe fare. Sul palco è bella, nel senso che sa starci, che ti cattura. La voce è incredibile, e lei lo sa e ci gioca. Il siciliano è il suo, e porta la sua unicità sul palco, che ci vuole, perché in un mondo che vuole la musica tutta uguale, lei si sposta e si racconta così com’è. Una ventata d’aria fresca, grazie.

MICHELLE 5.5

Non so, lei è brava, e mi piace che porti musica elettronica, ma la scelta per me è no. Sperimentare è figo, e l’idea di base ci poteva stare, ma forse è la canzone in sé che non è adatta a questo tipo di lavoro. Lei ha fatto un lavorone, si è visto che ci ha provato e ha fatto fatica, ma la colpa non è stata sua, bensì del pezzo in sé. Spero in meglio per la prossima volta.

TOMASI 6

Lui è bravissimo, ricordiamoci che ha 16 anni. La scelta è giusta, Blanco rientra perfettamente nelle sue vocalità e nel suo stile, e quasi sembrava di sentire lui, però c’è un però. Io non sono riuscita a sentire il suo trasporto emotivo, la tua emotività, forse è troppo acerbo, e questa non è una colpa, né una croce.

COPPER JITTERS 5

L’unica cosa figa di questa esibizione sono state le grafiche dietro e le riprese dei cameraman. Per il resto non ci siamo assolutamente. Se prima ho citato il karaoke, per lasciare intendere che la performance peccasse di qualcosa, qui siamo anche oltre. Per me è no.

MAYU 5.5

Ha una bellissima voce, ma si vede il suo essere giovane e acerba, e c’è ancora troppo lavoro da fare. Il brano scelto è telefonato, e proprio per questo non è arrivato. Brava, intonata, ma niente di più, per il momento, spero di vedere una crescita.

PIERC 9

Quando uno gareggia giocando in un altro campionato si vede, e soprattutto, in questo caso, si sente. Bravissimo, una voce che lascia i brividi, con un pezzo che calzava a pennello su di lui, che nonostante le difficoltà ha portato a casa senza mai inciampare.

Bravo, davvero niente da dire, se non curiosità di vedere il resto del percorso.