Le parole dell’imprenditrice
Ospite del podcast Burnout di Selvaggia Lucarelli e Serena Mazzini, Cristina Fogazzi – fondatrice di VeraLab, nota come “Estetista Cinica” – ha ripercorso la sua storia senza filtri.
«Non vengo dalle favelas ma nel 2010 avevo un piccolo centro estetico e facevo pubblicità col telemarketing. Con Facebook nel 2012 tutto è cambiato: vignette, cellulite, autoironia. Poi un libro, i primi prodotti, l’e-commerce. Oggi ho 155 dipendenti, 10 negozi e un fondo di private equity in azienda».
La sua natura diretta l’ha spesso messa al centro delle polemiche: dalla lite con una no vax al botta e risposta con Giorgia Soleri sulle tonalità di fondotinta («ho capito tardi, ora ne produciamo 24»). E poi i casi più discussi: i “punti fagiana” («un merdone, ho chiesto scusa»), il video con Chiara Ferragni («era lavoro, non alleanza: la vera sfida sono i brand coreani»), fino alla festa a Brera: «Hybris, tracotanza. Non avevo un crisis manager, è stata una gigantesca cazzata».
Non manca l’autocritica, ma neanche l’orgoglio: «Sono quinta in Italia per fatturato nella skincare. Ho 51 anni, niente figli, e non mi manca nulla. Non voglio essere confusa col mio brand: la ruota a Sanremo o l’albero in Duomo sono marketing, non la mia persona».
Infine, lancia un allarme: «È agghiacciante vedere bambine che inseguono la magrezza estrema delle creator. Il giudizio estetico devasta: per questo ho continuato a mostrarmi in mutande, nonostante le critiche. Il problema non è il mio corpo, ma lo sguardo di chi giudica».




