Come Musica Contro Le Mafie sta aiutando l’arte a ripartire

In Italia c’è tantissimo da criticare, da migliorare e da eliminare, ma ogni tanto ci sono degli spiragli di luce, delle associazioni e dei contesti in cui si respira quello che nel resto dei posti manca: l’opportunità, l’opportunità di creare e di costruire con trasparenza e meritocrazia, spesso purtroppo assenti.

Questo contesto è Musica contro le mafie, contest musicale, che ha sede e svolgimento a Cosenza, in Calabria, con direttore Gennaro De Rosa.

Musica contro le mafie, o musica for change, è un concorso che prevede la scrittura di 7 brani, uno per ogni tema di sensibilizzazione sociale e di attualità (resistenza e democrazia, migrazione, diritti di genere, marginalità sociale, ambiente ed ecologia, cittadinanza digitale e lavoro e dignità), tutto questo all’interno di una residenza artistica, messa a disposizione dall’associazione, che grazie all’aiuto di autori, produttori e esperti, accompagna i ragazzi nel loro processo creativo, per una settimana.

Per poi decretare un vincitore.

Insomma una vera opportunità per artisti diversi di esprimersi, di sperimentare e di respirare un’aria di arte e riflessione.

Questo fine settimana mi sono quindi trovata a ascoltare e selezionare i 7 semifinalisti, su 21 partecipanti, a loro volta selezionati su più di 800 partecipazioni.

Facendo parte della giuria ho avuto l’occasione di ascoltare gli artisti, farci una chiacchierata, curiosare tra le loro idee e i loro sogni, ascoltare un loro pezzo live, e dunque arrivare alla scelta finale, in alcuni casi con grande difficoltà, visto l’alto livello generale dei concorrenti.

A ottobre 2025 verrà proclamato il vincitore ufficiale dei sette semifinalisti, ma ve ne parlo ora perché sono appena tornata a Milano dopo essermi immersa per qualche giorno in questa realtà, guardando con i miei occhi il lavoro immenso che c’è dietro e la cura nella selezione e in tutti i dettagli, e ne sono rimasta estasiata.

Da persona che ama e fa arte vedere che c’è ancora gente che cerca di creare uno spazio dedicato alla creatività mi spiazza, perché in un mondo come il nostro in cui tutto è improntato sui numeri e il guadagno sembra non ci sia spazio per la parte creativa.

Io di questo mi dispiaccio, mi dispiaccio perché poi ci sono posti come questi che cercano di costruire un qualcosa di valido e mi chiedo come sia possibile che siano casi unici.

Il mio invito è scovare realtà come quella di Musica contro le mafie, che in un territorio come la Calabria, che la mafia l’ha vissuta e la vive realmente, cerca di ridare una storia ad un posto che per anni è stato oppresso dalla criminalità organizzata.

Vi invito anche a seguire la pagina e vedere gli sviluppi del progetto, a seguire i cantanti che si stanno mettendo in gioco e, se siete anche voi cantautori o cantautrici, a provarci l’anno prossimo, perché questa è stata la sedicesima edizione, e ogni anno si dà spazio e voce a qualcuno di nuovo.

Di solito lo sapete, scrivo come forma di protesta, per lamentarmi, per ribellarmi, per sottolineare quando qualcosa non va, quando qualcuno sbaglia, quando avvengono ingiustizie, oggi no, oggi ho proprio deciso di scrivere per unire la mia voce alla voce di tutte quelle persone che a Cosenza stanno lavorando per una giusta causa.

E sì, in Italia molte cose non vanno, e l’arte è sempre in ultima fila, ma ringraziamo chi ce la mette tutta per darci spazio.

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