A dirlo Barbara Hary

Barbara Hary, madre di Evelinga Sgarbi, dalle pagine di La Stampa lancia un nuovo allarme sulle condizioni di salute del critico d’arte. «Vittorio sta male. Sta molto male. E non è vero che sta guarendo. Bisogna fare subito qualcosa per salvarlo».

«Doveva andare ad Arpino per l’inaugurazione di una via, ma non si è mai presentato – ha aggiunto – Lo aspettavano tutti, ma semplicemente non ce l’ha fatta. Nelle foto si vede chiaramente che è provato, in uno stato pietoso. In uno scatto inedito che ha mia figlia, sembra addirittura uno spettro».

Hary ricorda che negli ultimi mesi gli incontri tra la figlia e Sgarbi si sono diradati. «Evelina lo ha visto a settembre e mi ha detto: “Mamma, vedessi com’è dimagrito”. Poi a ottobre e novembre si sono incontrati a Milano e Ferrara, ma dopo un malore durante una presentazione l’hanno esclusa da tutto. Da Natale non è più riuscita a parlargli. Qualcuno filtra le chiamate e decide a chi può rispondere».

Quando a marzo Sgarbi è stato ricoverato al Policlinico Gemelli, Evelina si è precipitata in ospedale: «Mi ha mandato una foto, era irriconoscibile, pesava 47 chili. Mi ha scritto: “Morirà, è ridotto malissimo”. Mi ha raccontato che era in uno stato di semi-incoscienza. Ha chiesto alla compagna, Sabrina Colle, se non fosse meglio portarlo in una clinica specializzata. Le è stato risposto che non voleva mangiare e che la situazione era segretissima».

Da allora, la figlia non ha più avuto contatti diretti con lui. «Abbiamo chiamato un dirigente del Gemelli per sapere le sue reali condizioni, ma ci è stato detto che solo la signora Colle può ricevere informazioni. Per questo ci siamo rivolte a un avvocato per chiedere la nomina di un amministratore di sostegno», spiega Hary.

L’udienza per la richiesta di amministrazione di sostegno è fissata a Roma per il 28 ottobre. Intanto la madre di Evelina lancia un appello alla sorella di Vittorio, Elisabetta Sgarbi: «Le chiedo di trasferirlo a Ro Ferrarese, prima dell’udienza. A Roma è isolato, chiuso in casa, circondato da un cerchio che lo ha allontanato da tutti. Penso che stare vicino alla sorella potrebbe salvarlo».

«Adesso bisogna salvare l’uomo, non il personaggio».