Pescara, ecco come è stato ucciso Christopher Thomas Luciani

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Pescara, ecco come è stato ucciso Christopher Thomas Luciani: avrebbe tentato di difendersi dai fendenti

Si chiama Christopher Thomas Luciani il giovane di 16 anni ucciso con 25 coltellate a Pescara. Per la sua morte sono stati fermati due coetanei, il figlio di un carabiniere e di un avvocato. Secondo quanto emerso dalle indagini sembra che l’omicidio sia maturato all’interno di una contesa per la riscossione di un debito di circa 250 euro, che la vittima voleva riscuotere.

Prima sarebbe scoppiata una lite, poi l’accoltellamento. Ma secondo le ultime indiscrezioni sarebbe spuntato un terzo giovane, il cui ruolo all’interno della vicenda sarebbe ancora al vaglio degli inquirenti. I due minori, entrambi liceali, sono ora in stato di fermo in una comunità d’accoglienza. Il fascicolo penale è stato aperto alla procura dei minori dell’Aquila guidata da David Mancini, e la sostituta procuratrice che segue l’inchiesta è Angela D’Egidio.

«Quindici coltellate sferrate dall’uno, dieci dall’altro. Sputi sulla vittima agonizzante a terra e perfino una sigaretta spenta sul volto. Poi, una volta al mare, macabre battute su come il ragazzino era stato ridotto».  A svelarlo è il quotidiano abruzzese ‘il Centro’, che aggiunge che l’azione delittuosa è avvenuta «arrecando sevizie e operando con crudeltà, mediante calci e sputi mentre era riverso sul terreno esanime».

«Ciò che emerge – si legge nel decreto – è l’assenza di empatia emotiva con un fatto di tale inaudita efferatezza, tale da inveire sul cadavere, recandosi presso lo stabilimento balneare per fare il bagno al mare, senza chiamare soccorsi o denunciare il fatto alle autorità, anzi chiacchierare con macabra ironia sul fatto appena avvenuto», .

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la vittima era già nota alle forze dell’ordine per piccoli reati, sbandate e un giro di piccolo spaccio. Era attualmente sottoposto l’obbligo di dimora in una comunità di Isernia, a disposizione dei giudici dopo una condanna lieve. Venerdì scorso era uscito per frequentare un corso da parrucchieri a Campobasso, ma non è più rientrato.

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Dagli accertamenti medico-legali, il giovane ha tentato di proteggersi dalle coltellate e dai calci. I due ragazzi fermati non avrebbero tradito emozioni durante il primo interrogatorio: al momento non ci sono state reazioni particolari, riferiscono fonti investigative.

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