Molestie nel mondo dei tuffi, accuse per Andreas Sargent Larsen

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È campione di tuffi

Scoppia uno scandalo nel mondo del nuoto a poco dai Giochi di Parigi. Al centro della vicenda Andreas Sargent Larsen, tuffatore nato a Copenaghen da padre danese e madre italiana.

A denunciarlo Valeria, la fidanzata che sta con lui da quando ha 15 anni che ha spiegato di aver subito violenza fisica, con Larsen che avrebbe provato a soffocarlo.

A Repubblica dice di aver taciuto fino ad ora «perché ero innamorata, per me esisteva solo lui. Ero piccola».

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Poi: «La mia allenatrice, Benedetta Molaioli, lo aveva portato a Roma dalla Danimarca. Aveva smosso mari e monti. Ci preparavamo insieme ed è nata un’amicizia, che, piano piano, è diventata un rapporto più personale. Non è mai stato semplice, neppure per un minuto. Poteva sembrare fossimo una coppia felice, lui era gentile con i miei genitori, ma non era così. A mia madre tante cose non le ho mai raccontate. Ero piccola e ho accettato situazioni che avrei dovuto liquidare subito. Gli chiedevo scusa per ogni cosa, mi faceva sempre sentire in colpa».

A dicembre ha così lasciato il Circolo Canottieri Aniene. «Non potevo più restare, avevo perso la fiducia nella mia allenatrice. Mi ha lasciata indifesa, ha sempre tutelato il suo pupillo. Quando sono andata da lei, devastata e spaventata per quello che stava accadendo, mi ha zittita: “Per me Andreas è un bravo ragazzo”, ha detto. “Ti stai facendo troppi problemi, non me ne parlare più”. A mia madre ha spiegato che la violenza che subivo dipendeva dai miei atteggiamenti».

Poi: «forse Molaioli pretendeva che una ragazzina non parlasse con nessuno in piscina e camminasse con lo sguardo basso per evitare la gelosia del tuffatore che proteggeva. Non ho mai capito davvero: che avrei dovuto fare, escludermi? Io non ho mai avuto atteggiamenti equivoci, non ho fatto nulla per far ingelosire Andreas. Lui, invece, mi ha tradito».

Ora il tuffatore è stato rinviato a giudizio per atti persecutori e dovrà comparire in un Aula di Tribunale. Si aspetta anche una nota dalla Federazione Italiana Nuoto o dal Coni.

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