Il press tour di Cime Tempestose trasforma Margot Robbie da icona romantica a musa dark, dove il goth glam di Andrew Mukamal domina i red carpet superando lo stile romantico di Kate Young

Margot Robbie non è mai stata così magnetica! Con l’uscita di Cime Tempestose in Italia l’attrice inaugura una nuova fase della sua immagine pubblica con un capitolo estetico potente costruito insieme allo stylist Andrew Mukamal. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, il goth glam è diventato la sua firma e il confronto con lo stile precedente curato da Kate Young appare inevitabile.

Per anni la Robbie è stata associata a un’eleganza luminosa, fatta di silhouette pulite, colori chiari e abiti che ne esaltavano la bellezza classica, quasi da reginetta hollywoodiana. Una cifra stilistica coerente, spesso impeccabile, ma raramente sorprendente!

Con Mukamal il registro cambia radicalmente (evviva!), la bellezza si fa più terrena e intensa, persino leggermente dark.

Non più soltanto perfezione patinata, ma carattere e tensione emotiva.

Il press tour di Cime Tempestose ha segnato la svolta. Corsetti strutturati, velluti profondi, trasparenze drammatiche e richiami vittoriani hanno trasformato ogni red carpet in un’estensione del film. Margot Robbie ha abbracciato un romanticismo gotico che dialoga con il personaggio, ma che al tempo stesso costruisce un’identità autonoma e fortissima.

Abiti burgundy, neri assoluti, dettagli in pizzo e silhouette scultoree hanno generato un’ondata di ispirazione immediata, diventando in poche ore oggetto di analisi, reel e reinterpretazioni.

Il segreto del successo di Mukamal sta nel cosiddetto method dressing, una strategia che non si limita a vestire l’attrice ma ne amplifica la narrazione. Ogni look sembra parte di una storia coerente e ben studiata, quasi cinematografica.

Non si tratta di scegliere un abito bello, frou-frou o impattante, ma di costruire un immaginario. In questo senso il goth glam di Margot Robbie non è solo una tendenza, ma un vero e proprio linguaggio.

Il contrasto con l’era Kate Young diventa così evidente. Lo stile precedente puntava su una femminilità luminosa, spesso giocata su linee lineari e palette rassicuranti. Funzionava, ma rischiava di appiattire la personalità dell’attrice dentro un’estetica troppo prevedibile.

Con Mukamal, invece, emergono sfumature nuove. La Robbie appare più complessa, più umana, meno icona irraggiungibile e più donna consapevole della propria forza. La componente dark non ne oscura la sua bellezza, al contrario la rende più tridimensionale.

Anche la scelta dei materiali racconta questa evoluzione. Velluti, corsetti, drappeggi drammatici e gioielli dal sapore antico evocano un romanticismo tormentato che rispecchia perfettamente l’atmosfera di Cime Tempestose.

L’attrice non interpreta soltanto un ruolo sullo schermo, lo estende nella dimensione pubblica, trasformando ogni apparizione in un’estetica coerente con la promozione del film.

Il sentiment generale nel mondo moda è chiaro. Mukamal batte Young perché riesce a liberare Margot Robbie da un’immagine troppo levigata, portandola verso una dimensione più autentica e sofisticata.

 

Il goth glam diventa così un terreno fertile dove eleganza e oscurità convivono, dove la sensualità non è mai banale e la femminilità assume contorni più profondi.

 

Con l’uscita italiana di Cime Tempestose il trend è destinato a consolidarsi.

Il pubblico non guarda solo il film, osserva anche ogni dettaglio del guardaroba dell’attrice, non perché sia semplicemente più audace del precedente, ma perché riesce a raccontare una storia, a dare voce a emozioni e contraddizioni e, soprattutto, a stabilire un nuovo linguaggio stilistico capace di ispirare un’intera generazione di it girl.