L’ira di Djokovic a Wimbledon: cosa è accaduto

Djokovic

Dopo i quarti con Rune, il serbo ha esternato la sua delusione

In fondo, Novak Djokovic vorrebbe solo essere amato un po’ di più. Nonostante il talento innato, nonostante le vittorie, per un carattere spesso troppo diretto e per alcune decisioni (come quella di non vaccinarsi) non sarà mai il più amato.

Ieri sera, 8 luglio, durante la partita dei quarti di Wimbledon contro il danese Holger Rune a fine match si è arrabbiato. Perché? Durante la partita i tifosi di Rune, lo incoraggiavano e il suono del suo nome è stato percepito come un “buuu”.

Per molti è stato solo un malinteso, per altri si sono uniti fischi e atteggiamenti poco corretti. Djokovic non ha gradito e l’ha detto a chiare lettere a fine match, direttamente dal campo centrale.

Le parole di Djokovic

“A tutti coloro che hanno scelto di mancarmi di rispetto auguro “buuuuuuuona notte”. Poi rispondendo al giornalista in campo ha continuato: “Ascolta, sono 20 anni che gioco sul circuito e conosco tutti i trucchetti. Ho giocato in ambienti ben più ostili. Non mi toccate”.

Sull’argomento è tornato in conferenza stampa: “Quando la gente paga il biglietto ha il diritto di tifare, ma ci vuole sempre rispetto. Se penso che il torneo o gli arbitri dovrebbero intervenire? Diventerebbe troppo complicato. Non si può svuotare un intero settore dello stadio. E l’altra faccia della medaglia dell’essere giocatori riconosciuti in tutto il mondo. Però, quando qualcuno supera il limite io reagisco. Ed è quello che ho fatto questa sera”.

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