Le parole hanno fatto il giro della rete
Roberto Benigni show. in onda sulla Rai è andato in scena uno spettacolo che ha fatto riflettere e in cui l’attore e comico toscano celebra l’Europa.
Nel suo discorso, apprezzato in rete durante lo show, “Il Sogno” ha raccontato e spiegato cosa significhi per l’Europa.
«Ne abbiamo fatte di belle cose noi europei è giusto ricordarsi chi siamo, c’è da essere orgogliosi di essere europei: l’Europa è il continente più piccolo del mondo che ha acceso la miccia di tutte le rivoluzioni, ha trasformato il pianeta, da tremila anni è la fucina dove sono stati forgiati alcuni fra i più grandi pensieri dellìumanità, inventando la logica, la ragione, il dubbio», e ancora «la libertà, la democrazia, il teatro lo sport, la chimica moderna, la coscienza di classe, spaccando l’atomo, dipingendo la Sistina. Un patrimonio comune, un tesoro immenso in tutti i campi».
Poi ha anche un pensiero per Sergio Mattarella e per il Papa ancora ricoverato all’Ospedale Gemelli di Roma.
«Siamo senza rete, in diretta su Rai1, in diretta anche su Radio2, su Raiplay, in Eurovisione: ma questo è un colpo di Stato, siamo dappertutto, anche sul forno a microonde se lo accendete! Saluto il presidente della Repubblica, so che ci sta guardando. E come non salutare Sua Santità papa Francesco, che guarisca presto. Ieri ha detto una frase che mi ha commosso, bisogna disarmare le parole per disarmare le menti e la terra. Che papa meraviglioso che abbiamo».
Poi Benigni sull’Europa, definendosi un «europeista estremista, l’Europa unita è l’unica utopia ragionevole. L’Unione Europea è la più grande istituzione degli ultimi 5000 anni realizzata sul pianeta terra dall’essere umano, un progetto, un ideale una speranza, una sfida, un sogno, e soprattutto è un caso unico nella storia dell’umanità: la sola volta in cui Stati sovrani decidono liberamente in pace di unirsi, un colpo di scena della storia, una rivoluzione silenziosa che può trasformare il mondo». Poi cita De Gasperi, «il più grande presidente del consiglio che abbiamo avuto».
Poi, Benigni, insiste sull’Europa: «non è una cosa fredda che sta a Bruxelles o a Strasburgo, è una cosa calda, vicina, piena di passione e amore. Non a caso il suo inno è L’Inno alla gioia di Beethoven».
Infine, su Ventotene: «Mentre tutto intorno c’erano rovine, morti, cadaveri, nel 1941, nella piccola isola di Ventotene, tre uomini, tre eroi, Spinelli, Rossi e Colorni, ebbero un lampo, un’idea, di cambiare tutto, girare pagina: l’idea dell’unità europea. Sono eroi della nostra storia, i pionieri».