Giorgia Meloni all’Assemblea Onu: “l’Italia non sarà il campo profughi d’Europa”

Giorgia Meloni all'Assemblea Onu l’Italia non sarà il campo profughi d’Europa

Giorgia Meloni all’Assemblea Onu: “l’Italia non sarà il campo profughi d’Europa”. Nuovi Cpr saranno istituiti entro due mesi in tutto il Paese

Nel suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Premier Giorgia Meloni ha parlato della questione migranti in Italia e degli ultimi fatti riguardanti Lampedusa: «Non consentirò che l’Italia diventi il campo profughi d’Europa, bisogna dichiarare guerra ai trafficanti di uomini». Poi respinge le critiche nei confronti ai «soliti tentativi della sinistra europea di minare un lavoro delicato e faticoso, senza il coraggio di farlo a viso aperto».

Sulla risoluzione del problema, dice la Meloni: «Il problema è difficile e noi non abbiamo la bacchetta magica, se l’avessimo lo avremmo già risolto. Io sono ottimista, ci vorrà tempo ma alla fine avremo la meglio».

Intanto, con l’ultimo Consiglio, Governo ha stabilito delle norme urgenti, come la costituzione di nuovi Cpr entro due mesi. Le strutture sono delle strutture già scelte. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha fatto sapere che ce ne sarà almeno una per Regione: la ricognizione dei luoghi possibili sarebbe già in atto, tra caserme dismesse e altri edifici in zone scarsamente popolate.

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I Centri per il Rimpatrio (Cpr) sono strutture gestite dal Ministero dell’Interno, destinate al trattenimento e al rimpatrio di cittadini stranieri irregolari in Italia.

I Cpr sono stati istituiti nel 2009, con l’obiettivo di rendere più efficiente e meno oneroso il processo di rimpatrio degli stranieri irregolari. Sono dislocati in tutta Italia e possono ospitare un massimo di 300 persone. L’ingresso nei Cpr è deciso dal questore e può avvenire in diverse circostanze, tra cui:

  • il rifiuto della domanda di asilo;
  • la scadenza del permesso di soggiorno;
  • la condanna a una pena detentiva per un reato commesso in Italia.

Durante la permanenza nei Cpr, i migranti hanno diritto a un alloggio, a un’alimentazione, a cure mediche e a un supporto psicologico. Inoltre, hanno diritto di accedere ai servizi di accoglienza e di integrazione messi a disposizione dalle associazioni del terzo settore.

Il rimpatrio dei migranti è organizzato dal Ministero dell’Interno, in collaborazione con le autorità del paese di origine. I migranti sono rimpatriati con voli di linea o aerei charter.

I Cpr sono stati oggetto di diverse critiche, tra cui le condizioni di vita all’interno dei Cpr, che sono state spesso descritte come inadeguate; la mancanza di trasparenza sul funzionamento dei Cpr; il ricorso a pratiche di rimpatrio forzato, che sono state considerate illegali da alcune organizzazioni internazionali.

Nel 2022, il Governo italiano ha annunciato una riforma dei Cpr, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei migranti e di rendere più trasparenti le procedure di rimpatrio. Il 13 luglio 2023, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce una serie di novità per i Cpr, come:

  • l’aumento dei controlli sulle condizioni di vita all’interno dei Cpr;
  • l’introduzione di un sistema di monitoraggio delle procedure di rimpatrio;
  • la creazione di un canale di rimpatrio volontario.

Il decreto-legge dovrà essere convertito in legge dal Parlamento.

 

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