G7 verso la conclusione. Meloni: «Orgogliosa di come l’Italia ha tracciato la rotta»

G7 verso la conclusione. Meloni «Orgogliosa di come l'Italia ha tracciato la rotta»

G7 verso la conclusione. Giorgia Meloni ha dichiarato: «Orgogliosa di come l’Italia ha tracciato la rotta»

Quella del G7 «era una grande responsabilità» e Giorgia Meloni si dice «orgogliosa di come la nostra nazione sia riuscita ancora una volta a stupire e a tracciare la rotta».

In un videomessaggio sui social, la presidente del Consiglio tiene a rivendicare che «in questi giorni l’Italia è stata al centro del mondo, e gli occhi del mondo sono stati puntati su di noi». I lavori della Presidenza italiana, puntualizza, proseguono perché «oggi si è chiuso il vertice dei leader ma nelle prossime settimane e nei prossimi mesi – ricorda Meloni – si svolgeranno altre riunioni ministeriali, per la prima volta anche riunioni specifiche, dedicate ai temi della Difesa, della Disabilità, del Turismo, nelle quali continueremo ad approfondire le nostre priorità».

Nel documento finale, i leader del mondo hanno toccato diversi temi: dalla guerra in Ucraina e in Medio Oriente all’Intelligenza artificiale alla questione Lgbt+ e all’aborto. I leader hanno confermato l’appoggio all’Ucraina e chiesto la tregua durante i giochi olimpici. Molta soddisfazione è stata espressa dalla Meloni per il Piano Mattei: “Il partenariato del G7 per le infrastrutture e gli investimenti globali, comprese iniziative come il Global Gateway Ue – si legge nel documento finale – offre un quadro che utilizzeremo per promuovere la nostra visione di infrastrutture sostenibili, resilienti ed economicamente sostenibili in Africa, sostenute da una selezione trasparente di progetti, appalti, e finanza. In questo senso accogliamo con favore il Piano Mattei”.

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I leader hanno lanciano “la Coalizione del G7 per prevenire e contrastare il traffico di migranti”. Si afferma quindi “l’impegno collettivo e la cooperazione rafforzata sulla migrazione, per affrontare le sfide e cogliere le opportunità che essa presenta, in partenariato con i Paesi di origine e di transito”. “Ci concentreremo sulle cause profonde della migrazione irregolare, sugli sforzi per migliorare la gestione delle frontiere e frenare la criminalità organizzata transnazionale e sui percorsi sicuri e regolari per la migrazione”.

Sul clima dicono i leader: “Ribadiamo la nostra determinazione ad affrontare la triplice crisi globale del  cambiamento climatico, dell’inquinamento e della perdita di biodiversità. Rimaniamo  fermi nel nostro impegno nei confronti dell’Accordo di Parigi e nel mantenere a portata  di mano il limite di 1,5°C di aumento della temperatura globale, e notiamo con profonda  preoccupazione i risultati del primo Global Stocktake della Conferenza delle Nazioni  Unite sui cambiamenti climatici (COP28), secondo cui esiste un significativo divario  tra le attuali traiettorie delle emissioni globali e questo impegno. Il nostro  obiettivo rimane invariato: fornire un contributo sostanziale agli sforzi per ridurre  le emissioni globali di gas serra di circa il 43% in questo decennio critico e del 60%  entro il 2035, rispetto al livello del 2019. Sottolineiamo che si tratta di uno sforzo  collettivo e che sono necessarie ulteriori azioni da parte di tutti i paesi, in  particolare delle principali economie, per raggiungere il picco globale di gas serra  entro il 2025 e raggiungere l’azzeramento entro il 2050. Ci impegniamo a presentare ambiziosi NDC allineati a 1,5°C, che fungeranno da  catalizzatori per gli investimenti, con obiettivi di riduzione assoluta a livello  economico, che coprano tutti i gas serra, i settori e le categorie. Sottolineando che  si tratta di uno sforzo collettivo, invitiamo tutti i paesi, in particolare il G20 e le  altre principali economie, a fare lo stesso”.

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