A renderlo noto la stessa trasmissione su X
Dopo mesi in cui si è scritto e detto di tutto Federica Corsini, moglie dell’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano ha diffidato il programma Report di Sigfrido Ranucci.
In data 23 ottobre 2025, il Garante per la protezione dei dati personali ha notificato alla Rai la sanzione di 150mila euro per la violazione di alcune disposizioni del Codice della Privacy del Gdpr e delle Regole deontologiche relative ai dati personali nell’esercizio della professione giornalistica. “La sanzione si riferisce al procedimento, avviato nel dicembre 2024 – spiega nel dettaglio il Garante – riguardante la diffusione di un audio relativo a una conversazione telefonica tra il dottor Gennaro Sangiuliano e la moglie la dottoressa Federica Corsini, mandato in onda l’8 dicembre 2024 nel corso della trasmissione “Report”, di cui la Rai è editore”. Il Garante ha respinto il reclamo da parte dell’ex ministro nei confronti di altre testate.
A seguito delle anticipazioni sull’inchiesta sul Garante della privacy andate in onda il 26 ottobre, abbiamo ricevuto una diffida da Federica Corsini che è possibile leggere integralmente qui.https://t.co/01AFCNEHrb
— Report (@reportrai3) October 26, 2025
Nelle ultime ore, la Corsini ha anche parlato a Corriere della Sera, tornando sul caso che ha coinvolto anche Maria Rosaria Boccia. Corsini ha criticato la trasmissione Report per aver diffuso «una conversazione con mio marito registrata a mia insaputa e in maniera illecita».
Secondo la giornalista, la decisione del Garante della Privacy di censurare la diffusione dell’audio era inevitabile: «Qui la politica non c’entra, non vedo come il Garante potesse giungere a conclusioni differenti». Corsini ha ricordato che, nella richiesta di rinvio a giudizio della persona che avrebbe effettuato la registrazione, la procura ha indicato che l’audio non doveva essere trasmesso.
«Un giornalista – ha aggiunto – avrebbe potuto riferire il contenuto della telefonata senza diffondere la mia voce, le mie reazioni e il mio stato emotivo. L’audio non aggiungeva nulla alla notizia, se non la mia umiliazione». La giornalista ha inoltre sostenuto che la tesi proposta da Report coinciderebbe con quella della persona che ha registrato la conversazione, la cui versione è stata smentita dalla procura.




