Divario culturale tra Nord e Sud in aumento, colpa del Covid

Divario culturale tra Nord e Sud in aumento, colpa del Covid

Divario culturale tra Nord e Sud in aumento, colpa del Covid, nonostante i bambini italiani abbiano raggiunto buoni risultati

Un’indagine Pirls 2021, presentata dalle studiose Invalsi Margherita Emiletti e Laura Palmerio e dal presidente di Invalsi Roberto Ricci, fa emergere dati significativi relativamente al divario culturale tra Nord e Sud. Nonostante i dati, in generale, dicono che i bambini italiani di 9 anni sanno leggere correttamente e comprendere il senso di quanto leggono. Inoltre, è emerso che i bambini della stessa fascia d’età hanno un punteggio medio superiore a quello medio internazionale di tutti i Paesi partecipanti e superiore al quello medio dei Paesi Ue.

Tuttavia, la pandemia di Covid ha influito negativamente: “in Italia, gli studenti ottengono nel 2021 un risultato medio inferiore di 11 punti rispetto a quello di 5 anni fa riportando i risultati degli studenti nuovamente in linea con quelli di 20 anni fa (Pirls 2001)”.

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Tra i principali risultati emersi dalle prime analisi sui dati italiani raccolti attraverso i questionari di contesto, compilati da studenti, genitori e dirigenti scolastici, si evidenzia che:

  • un elevato indice socioeconomico e culturale è associato a un migliore rendimento degli studenti in lettura sia in Italia sia nelle singole aree geografiche;
  • gli studenti i cui genitori hanno coinvolto più spesso i figli in attività prescolastiche ottengono risultati migliori rispetto agli studenti i cui genitori li hanno coinvolti qualche volta. Tale risultato è statisticamente significativo sia per l’Italia sia per le cinque aree geografiche;
  • gli studenti i cui genitori dichiarano che i propri figli sapevano svolgere molto bene attività di pre-lettura e pre-scrittura prima che iniziassero la scuola primaria ottengono punteggi migliori degli studenti con livelli base in tale abilità;
  • gli studenti che amano molto leggere ottengono risultati migliori nella performance in lettura rispetto agli studenti che amano poco leggere e questo risultato è statisticamente significativo sia per l’Italia sia per il Sud e Isole;

SINTESI RAPPORTO NAZIONALE

  • gli studenti che sono sicuri delle proprie capacità in lettura ottengono risulta ti migliori nella scala di performance in lettura sia in Italia sia nelle cinque aree geografiche;
  • gli studenti che non usano i dispositivi digitali per attività scolastiche ottengono risultati migliori in lettura, sia in Italia sia nelle diverse aree geografiche;
  • gli studenti che frequentano scuole dove c’è una maggioranza di studenti provenienti da famiglie benestanti hanno in media punteggi di lettura più alti (+ 31 punti) rispetto a quelli che frequentano scuole dove c’è una maggioranza di studenti provenienti da famiglie economicamente svantaggiate. Tale differenza è, tuttavia, inferiore a quella media internazionale (42 punti). Nelle cinque aree geografiche si va da nessuna differenza significativa nelle aree del Nord Ovest e del Nord Est, a 24 punti del Centro ai 44 e 46 punti del Sud e Sud Isole rispettivamente;
  • il 53% degli studenti frequenta scuole i cui dirigenti non denotano problemi rilevanti legati al comportamento degli studenti, mentre il 31% frequenta scuole con problemi minori e il 16% frequenta scuole con problemi rilevanti. Come a livello internazionale, anche in Italia gli studenti delle scuole in cui non si riscontrano problemi rilevanti conseguono risultati medi in lettura migliori (+ 20 punti) rispetto a quelli delle scuole con problemi moderati o seri. Questa differenza di rendimento in lettura è particolarmente significativa nel Sud, dove gli studenti delle scuole senza problemi rilevanti hanno ottenuto risultati superiori di 40 punti rispetto a quelli delle scuole con problemi moderati o seri.
Fonte immagine: https://it.freepik.com/foto-gratuito/scolari-lettura-in-biblioteca_867818.htm#query=bambini%20che%20studiano&position=16&from_view=search&track=ais

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