Attacchi informatici, è allerta per l’impennata dei casi verificatisi con il lockdown. Le violazioni della privacy sono cresciute del 37%

A partire dal primo lockdown è stato registrato un aumento esponenziale degli attacchi informatici. Il motivo potrebbe essere collegato all’esigenza da parte degli utenti di navigare molto tempo in rete. Secondo quanto riportato dal Sole24Ore “l’emergenza Covid-19 in Italia ha
influito pesantemente anche sulla sicurezza informatica”.

i dati sull’aumento di tale fenomeno sono stati pubblicati nel primo rapporto sulle minacce informatiche nel 2020 in Italia dell’Osservatorio sulla Cybersecurity di Exprivia, secondo cui da gennaio ad aprile sono raddoppiati di mese in mese il totale di attacchi, incidenti e violazioni della privacy a danno di aziende e privati.

Si legge sul rapporto che “Analizzando oltre 30 fonti di informazione pubbliche è risultato che il 50% degli attacchi rilevati nel primo quadrimestre (99 in totale) si è manifestato nel solo mese di aprile; complice l’incremento dello smart working, delle attività di didattica a distanza e di una maggiore connessione ai social network durante il lockdown, la maggior parte degli attacchi sono da mettere in relazione all’emergenza Coronavirus”.

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Il report aggiunge che risultano “in crescita le violazioni della privacy, triplicate rispetto all’intero 2019, per le quali il Garante ha comminato sanzioni ad aziende ed enti pubblici per 40 milioni di euro, contro sanzioni per 11 milioni e 550 mila euro nel 2019”.

Nello specifico: “nel primo semestre dell’anno in corso in Italia si è registrato un vero e proprio record di attacchi informatici: 1.572 tra ransomware (programmi dannosi che limitano l’accesso del dispositivo che infettano, richiedendo un riscatto per rimuovere la limitazione), incidenti e violazioni della privacy. Nello stesso periodo del 2021, erano stati 1.356”.  Inoltre, “tra aprile e giugno di quest’anno sono stati riscontrati 381 attacchi, 359 incidenti di sicurezza, cioè attacchi andati a buon fine, e 26 violazioni della privacy, cresciute del 37% rispetto al primo trimestre”.

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