Clamoroso sviluppo nell’inchiesta della Procura capitolina sull’irruzione, lo scorso 29 maggio, delle forze israeliane contro gli attivisti della Sumud Flotilla intervenuti in acque internazionali.
I magistrati di piazzale Clodio hanno iscritto sul registro degli indagati il ministro israeliano alla Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir. La mossa arriva dopo la diffusione sui suoi canali social di un filmato in cui il politico appare mentre prende in giro gli attivisti, ammanettati e in ginocchio sul molo di Ashdod. Con questa decisione, l’Italia si affianca alla Francia che ha aperto un’indagine preliminare nei suoi confronti, ipotizzando i reati di tortura e crimini di guerra.
Agli atti dell’indagine romana ci sono anche le dichiarazioni dei partecipanti alla missione e lo stesso video pubblicato da Ben Gvir. “È doveroso che ci sia un’indagine su di lui per come ha trattato gli attivisti”, commenta Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla. Le ipotesi di reato includono, tra gli altri, tortura e sequestro di persona.
Nel filone relativo al 29 aprile, quando furono intercettate 22 imbarcazioni, il dossier si basa su almeno tre denunce e su diverse testimonianze raccolte nei giorni scorsi dai legali degli attivisti.
La replica di Ben Gvir su X
“Lo Stivale è diventato la terra delle ciabatte”, ha scritto il ministro sul social X. E ha aggiunto, ripreso dalla stampa israeliana: “Israele non è un bersaglio su cui scaricare odio per chi sostiene il terrorismo e inventa accuse contro i nostri soldati. Non mi farò intimidire da nessuna indagine e continuerò a difendere con orgoglio i nostri combattenti”.
Il nodo sanzioni Ue
Intanto sul tavolo europeo resta il tema delle sanzioni. Il primo appuntamento chiave è fissato a lunedì 15 giugno, quando i ministri degli Esteri dell’Unione si riuniranno a Lussemburgo. Secondo Roma, Ben Gvir ha “varcato il limite” con “azioni inaccettabili” che calpestano “i diritti umani più elementari”.




